Sei in: Home » Articoli

Cassazione: illegittimo licenziare il dipendente perchè usa “toni aspri” con un superiore

Corte di Cassazione civile, sezione lavoro, sentenza n. 4884 dell'11 Marzo 2015
lavoro licenziamento mobbing
di Licia AlbertazziCorte di Cassazione civile, sezione lavoro, sentenza n. 4884 dell'11 Marzo 2015. 

E' illegittimo licenziare il dipendente perchè ha usato toni aspri durante una discussione con un superiore. Lo ricorda la Cassazione. 

La domanda del dipendente era stata accolta dai giudici di merito ma la società, nel frattempo posta in liquidazione, aveva proposto ricorso in Cassazione.

Nel merito è stato accertato che non si è trattata di una vera e propria aggressione verbale nei confronti del capo, quanto di uno scambio di opinioni a tratti accompagnate dall'uso di toni più decisi

Infatti, la Corte di merito ha accertato “l'assenza di dolo specifico ossia dell'intenzione di mortificare il collega o di arrecare danno all'impresa datrice di lavoro”

In definitiva, dunque, per giustificare la sanzione del licenziamento non basta che il sottoposto si rivolga al superiore con “toni aspri”, ma occorre che, nel complesso, mantenga un atteggiamento tale per cui l'impresa possa legittimamente dubitare che possa essere mantenuto il rapporto di fiducia che lega datore e dipendente.

Attenendo la questione a meri accertamenti di fatto e non riscontrando la Suprema corte vizi motivazionali di sorta, ha concluso con il rigetto del ricorso. 


Vai al testo della sentenza 4884/2015
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(15/03/2015 - Licia Albertazzi)
Le più lette:
» Equitalia: rottamazione anche per il sovraindebitamento
» Gassani: 1 coppia su 5 in Italia separata in casa, per non finire sul lastrico
» Catene di Sant'Antonio su Whatsapp: chi c'è dietro e chi ci guadagna
» Tasse ridotte dal giudice fino al 90%
» Terremoto: ecco dove finiscono i soldi degli sms di solidarietà
In evidenza oggi.
Avvocati: mantenimento alla ex moglie che ha lasciato la toga
Per la Cassazione se la professione è abbandonata per curare gli interessi del marito, l'assegno va corrisposto anche se il matrimonio è stato breve
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF