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Patto di stabilità e l' Iva aumenterà!

euro
di Barbara LG Sordi -
No news good news dicono gli anglofoni, per noi italiani invece le news arrivano ormai con scadenza regolare per farci sorprese sempre meno gradite.

Il CdM ha deliberato infatti, dopo sette ore di consiglio (e settimane di discussioni), il Patto di Stabilità, che suona più o meno come: “di che morte dovremo morire a breve”. Il nome evoca promesse meravigliose, patto e stabilità: patto di compartecipazione all'austerity tra cittadini e politici, patto di ricostruzione dell'economia, stabilità nei rincari, stabilità nelle tasse, stabilità nel mondo del lavoro. Ma come anticipato, evoca soltanto; nel concreto, come vedremo, fa ben altro.

Il Ddl infatti ci offre sì un alleggerimento Irpef, di ben 1 punto 1 per redditi fino a 28.000 euro; passeremo così dal 23 al 22% per chi guadagna meno di 15.000 euro e dal 27 al 26% per chi resta sotto i 28.000. Volete rifiutare una regalia del genero? No, dico, rinuncereste a una cifra a...si, esatto, quanti zeri? Due su quattro, non male. Questi 12/13 euro risparmiati mensilmente valgono ben due biglietti al cinema. E se poi si rinunciasse anche al cinema, a fine anno si potrebbe andare a mangiarsi una pizza in quattro. Volete mettere?

A fronte di ciò il Governo ci chiede un piccooolissimo sforzo, un altro briciolo di austerity: aumentare l'iva, tagliare sulla sanità e ridurre le spese per l'assistenza ai disabili. Consoliamoci però pensando che forse si riuscirà a piazzare finalmente qualcuno dei beni immobili che fanno parte del patrimonio dello Stato, come già auspicato con la Spending Review.

L'Iva aumenterà esattamente di quel puntino che verrà tolto all'Irpef, però senza discriminazione di fascia prezzo, non sarebbe politically correct altrimenti. Sempre meno peggio dei due punti preventivati da mesi. La revisione dei prezzi partirà dal luglio 2013. Pare che anche nel caso di un recupero dell'Imu dagli edifici della Chiesa, Monti &co manterranno fede all'aumento. Che mi pare logica soluzione ad un Pil in caduta libera e consumi fermi a livelli post-bellici.

La Sanità dovrà fare ancora la sua parte, o meglio noi fruitori del servizio, visto che ad essere tagliati saranno gli acquisti di dispositivi, servizi e beni destinati al Ssn. Un taglio previsto di ben un miliardo (!). Lo scontro però è ancora aperto, visto che il ministro della Sanità Balduzzi non è assolutamente d'accordo, supportato anche dal “no” categorico del Pd. Anche le retribuzioni per l'assistenza ai malati saranno decurtate, ossia i dipendenti che devono assentarsi dal lavoro per assistere ad un parente invalido (non figli o moglie, ma genitori si, ad esempio) riceveranno soltanto il 50% della retribuzione salariale prevista.

Però volete mettere, ben 58 milioni di euro saranno devoluti in tre anni per la partecipazione alle spese di ristrutturazione del quartier generale della Nato.

Questa sì che è una notizia che farà schizzare la nostra economia.

Email barbaralgsordi@gmail.it
(11/10/2012 - Barbara LG Sordi)
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