Pignoramento

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Indice della guida di procedura civile

L'espropriazione forzata inizia con l'atto di pignoramento (il quale viene considerato il primo atto esecutivo vero e proprio), salvo che per l'espropriazione delle cose soggette a pegno o ad ipoteca (art. 491 c.p.c.). In quest'ultimo caso, infatti, l'ordinamento ritiene giÓ acquisiti gli effetti propri del pignoramento per cui la legge consente il deposito dell'atto di vendita senza la previa notifica dell'atto di pignoramento.

Funzione del pignoramento

La funzione del pignoramento Ŕ quella di vincolare determinati beni del debitore al soddisfacimento del diritto di credito del creditore procedente e anche di tutti gli altri creditori che dovessero intervenire successivamente nel processo esecutivo.

Si tratta di un vincolo giuridico che riguarda il valore di scambio dei beni e non il loro utilizzo. Infatti il debitore pu˛ continuare a disporre materialmente dei beni pignorati, salvo evitare di tenere comportamenti che possano comportare la sottrazione, la distruzione o il deterioramento dei beni medesimi.

Aspetti formali

Formalmente il pignoramento contiene l'intimazione dell'ufficiale giudiziario al debitore di non sottrarre i beni pignorati e i loro frutti alla garanzia del credito (comma 1, art. 492 c.p.c.). Pertanto saranno inefficaci, nei confronti del creditore procedente e di quelli intervenuti nell'esecuzione, gli atti che abbiano ad oggetto la vendita o qualunque altra disposizione giuridica dei beni espropriati.

Il pignoramento, al contrario del precetto che Ŕ un atto del creditore, cotituisce un atto dell'ufficiale giudiziario, il quale lo predispone dopo che il creditore ha provveduto a notificare al debitore il titolo esecutivo ed il precetto. La notifica del pignoramento deve essere fatta entro 90 giorni da quella del precetto (art. 481 c.p.c., comma 1). Nell'intimazione al debitore, l'ufficiale giudiziario deve indicare esattamente il credito per cui si procede e i beni che si intendono pignorare.

Il pignoramento deve contenere l'invito rivolto al debitore a dichiarare la propria residenza o il domicilio eletto e l'avvertimento di poter chiedere al giudice dell'esecuzione competente la sostituzione dei beni e dei crediti pignorati con una somma di denaro.

Quest'ultima deve comunque essere pari all'ammontare del credito dovuto al procedente e agli intervenuti comprensivo del capitale, degli interessi, delle spese e dei costi di esecuzione. La richiesta di sostituzione, a pena di inammissibilitÓ, deve essere depositata in cancelleria prima che il giudice disponga la vendita o l'assegnazione. Inoltre la richiesta deve essere accompagnata dal versamento di almeno un quinto della suddetta somma (comma 3, art. 492 c.p.c.). Si tratta dell'istituto della conversione del pignoramento, regolato dall'art. 495 c.p.c..

La L. 80/2005, successivamente modificata dalla L. 52/2006, ha riformato l'art. 492 c.p.c. introducendo delle importanti novitÓ tese ad aumentare le prospettive di successo del pignoramento. Infatti qualora i beni espropriati appaiano insufficienti a soddisfare i creditori o risulti in modo evidente che la liquidazione degli stessi sarÓ lunga e dispendiosa, il debitore viene invitato ad indicare altri beni del proprio patrimonio che siano utilmente pignorabili, i luoghi dove questi si trovino e le generalitÓ di eventuali terzi debitori. La dichiarazione fatta avrÓ effetti anche penali (commi 4, 5 e 6, art. 492 c.p.c.).

Laddove il debitore sia un imprenditore commerciale, sempre nel caso di pignoramento insufficiente e su richiesta e a spese del creditore procedente, l'ufficiale giudiziario invita il debitore ad indicare il luogo dove sono tenute le scritture contabili. Quindi procede alla nomina di un professionista che le esamini al fine di individuare beni e crediti pignorabili.

Il professionista nominato pu˛ a tal fine richiedere informazioni agli uffici finanziari sul luogo di tenuta e sulle modalitÓ di conservazione delle scritture contabili (comma 7, art. 492 c.p.c.).

Ricerca telematica dei beni da pignorare

L'articolo 492-bis del codice di rito prevede la possibilitÓ che il presidente del tribunale, su istanza del creditore, autorizzi la ricerca dei beni da pignorare con modalitÓ telematiche.

Con il provvedimento autorizzativo, in sostanza, il presidente del tribunale (o un giudice da lui delegato) dispone che l'ufficiale giudiziario effettui l'accesso, attraverso collegamento diretto, alle banche dati delle pubbliche amministrazioni e in quelle degli enti previdenziali per l'acquisizione di tutte le informazioni che possono risultare utili per individuare le cose e i crediti da sottoporre ad esecuzione.

Pagamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario

Il debitore pu˛ evitare il pignoramento versando nelle mani dell'ufficiale giudiziario la somma per cui si procede comprensiva delle spese, incaricandolo di consegnarla al creditore (art. 494 c.p.c.).

Nel caso in cui si tratti di pignoramento di cose, il debitore pu˛ consegnare all'ufficiale giudiziario una somma di denaro pari all'importo del credito e delle spese, aumentato di due decimi.

Conversione e riduzione del pignoramento

Come accennato, il debitore, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione, pu˛ chiedere che le cose o i crediti pignorati siano sostituiti da una somma di denaro comprensiva delle spese di esecuzione e dell'importo dovuto al creditore o ai creditori, inclusi capitale, interessi e spese.

Inoltre, su istanza del debitore o d'ufficio, il giudice pu˛ anche disporre la riduzione del pignoramento, una volta sentiti i creditori e quando il valore dei beni Ŕ superiore all'importo di crediti e spese.

Cessazione di efficacia

Il pignoramento perde di efficacia quando non siano state chieste l'assegnazione o la vendita entro quarantacinque giorni dal suo compimento.

 
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