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IL VALORE PROBATORIO DEL CID

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Guida sull'infortunistica stradale

Il valore probatorio del C.I.D , ( modello di constatazione di incidente amichevole)si è posto al centro di numerosi dibattiti e è stato oggetto di numerose pronunce,  tal proposito la Suprema Corte di Cassazione con sent. n. 739/2011 ha avuto modo di chiarire numerosi aspetti. In particolare ha riconosciuto che "la dichiarazione confessoria contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro( c.d  CID), resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e – come detto – litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata

dal giudice, dovendo trovare applicazione la norma di cui all’art. 2733, terzo comma, cod. civ., secondo la quale, in caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, liberamente apprezzata dal giudice.” Conseguentemente nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell’assicuratore per la r.c.a., il “responsabile del danno”  dovrà  essere chiamato in causa in quanto litisconsorte necessario..
Non si tratta di un orientamento innovativo ma di una pronuncia che conferma quanto già espresso dalle Sezioni Unite nella sentenza del 5 maggio 2006 n. 10311.La confessione resa nel CID costituisce una presunzione di colpa iuris tantum a carico dell’assicuratore, ma se l’assicuratore riesce a superarla fornendo una prova contraria il Giudice dovrà rigettare la domanda sia nei confronti dell’assicuratore sia nei confronti del confitente proprietario.
Nonostante orientamenti dottrinali contrari, per la giurisprudenza il CID conserva, invece, il suo valore di piena prova nei confronti del conducente che non sia il proprietario del mezzo.
Partendo dal presupposto che unicamente il proprietario è litisconsorte necessario ex art. 144 Cod. Ass., la Cassazione ritiene che: “le affermazioni confessorie sottoscritte dal conducente nel suddetto modello di constatazione amichevole vanno liberamente apprezzate nei confronti dell’assicuratore e del proprietario del veicolo, mentre fanno piena prova nei confronti del conducente confitente secondo gli art. 2733, secondo comma, 2734 e 2735 cod. civ.. Infatti, il litisconsorzio necessario sussiste solo tra il responsabile (proprietario del veicolo) e l’assicuratore, mentre non sussiste, a norma dell’art. 2054, terzo comma, cod. civ., tra il conducente e tale assicuratore, ovvero tra il primo e il proprietario, in tal caso derivando soltanto un’ipotesi di obbligazione solidale e quindi di litisconsozio facoltativo” (Cass. civ. sez. II I, 7/5/2007, n. 10304, in Mass. Giur. It., 2007).

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