Il Governo lavora alla modifica di Opzione donna. Tra le novità lo stop al criterio dei figli e l'unificazione dell'età anagrafica

Restyling Opzione donna

Il governo è al lavoro per il restyling di Opzione donna in modo da allargare la platea di chi può beneficiarne, dopo i paletti inseriti dall'ultima legge di bilancio.

Sul tavolo dell'esecutivo, c'è la previsione di abbassare l'età per poter accedere all'opzione e garantire l'uscita anticipata dal lavoro a 59 per tutte le lavoratrici e a 58 per determinate categorie.

In previsione però anche lo stop al criterio dei figli che consente di ridurre fino a 2 anni la soglia per l'uscita anticipata.

Il nodo gordiano è quello delle risorse e il ministero sta facendo più proiezioni per determinare i costi delle eventuali modifiche. Questo al fine, ha spiegato la stessa ministra del lavoro, Marina Calderone, al termine della cerimonia al Quirinale in occasione della Giornata Internazionale della donna, di "fare in modo che alcune parti della norma inserita in manovra possano essere risistemate".

Ad oggi, infatti, dopo l'ultima manovra, la possibilità di accedere ad Opzione Donna è molto limitata. La legge ha lasciato invariata la soglia minima dei contributi a 35 anni ma ha innalzato l'età anagrafica a 60 (con riduzioni per ogni figlio fino a 2 anni) e ha riservato l'opzione a tre categorie di lavoratrici (caregiver, invalide al 74%, licenziate o dipendenti da imprese in crisi).


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Il cantiere insomma è ancora aperto, ma si punta a definire il tutto entro l'anno, senza attendere la riforma organica delle pensioni del 2024.


Foto: 123rf.com
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