Opzione donna

Opzione donna è un trattamento pensionistico, calcolato secondo il sistema contributivo, che prevede la possibilità per le lavoratrici donne (dipendenti e autonome) di andare in pensione anticipata al ricorrere di determinati requisiti

Cos'è Opzione donna

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L'opzione donna, o più correttamente "regime sperimentale donna", è un regime in forza del quale le lavoratrici possono acquistare il diritto alla pensione di anzianità in presenza di requisiti anagrafici che sono più favorevoli rispetto a quelli che sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2008 in poi.

Come funziona Opzione donna

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Opzione donna è un meccanismo che consente alle lavoratrici di sesso femminile di anticipare la propria uscita dal lavoro, andando in pensione prima, in base ai requisiti richiesti. 

Il peso da pagare è il calcolo interamente contributivo del trattamento pensionistico e l'impossibilità di svolgere altre attività lavorative.

Chi ha diritto a Opzione donna

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Nel dettaglio, possono accedere all'opzione donna le lavoratrici iscritte all'assicurazione generale obbligatoria o a fondi esclusivi o sostitutivi che vantino contributi alla data del 31 dicembre 1995.

Non è invece possibile accedere all'opzione donna per le lavoratrici che sono iscritte alla gestione separata Inps o che vogliono utilizzare i contributi che hanno maturato in tale gestione per raggiungere il requisito contributivo. 

Leggi Chi può accedere all'opzione donna

Requisiti per accedere a Opzione donna

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Posti questi presupposti, il diritto ad accedere alla pensione di anzianità  ricorrendo all'opzione donna è subordinato al possesso di determinati requisiti. 

Fino al 31 dicembre 2021, potevano beneficiare del regime le lavoratrici che: 

  • avevano maturato almeno 35 anni di anzianità assicurativa e contributiva, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione o prestazioni equivalenti; 
  • avevano almeno 58 anni di età se lavoratrici dipendenti o 59 anni di età se lavoratrici autonome.

Dal 2023, la legge di bilancio ha fissato dei paletti ulteriori, prevedendo, tra l'altro la possibilità di accedere ad opzione donna con 60 anni di età e anzianità contributiva di almeno 35 anni. 

Da quando decorre Opzione donna

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Le lavoratrici che hanno i requisiti per poter accedere all'opzione donna ricevono la pensione di anzianità a partire dai 12 o dai 18 mesi successivi alla data di maturazione degli stessi, a seconda che si tratti di dipendenti o di autonome. 

Leggi Decorrenza Opzione donna

Le lavoratrici del comparto scuola possono conseguire il trattamento pensionistico dal 1° settembre, mentre quelle dell'Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica dal 1° novembre.

Domanda Opzione donna

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La domanda per accedere alla pensione mediante l'opzione donna va rivolta all'Inps.

Essa può essere presentata o attraverso i servizi online dell'Istituto dedicati ai cittadini o avvalendosi degli altri canali canali classici per presentare le istanze all'Inps, vale a dire:

  • il Contact Center raggiungibile al numero 803164 gratuitamente da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile;
  • i servizi telematici messi a disposizione dagli enti di patronato e dagli intermediari dell'Inps.

Accedi al servizio Opzione donna sul sito Inps

Quanto si perde con Opzione donna

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Resta da dire che le lavoratrici che ottengono il diritto ad andare in pensione con l'opzione donna devono, innanzitutto, cessare ogni attività di lavoro dipendente dal momento in cui il trattamento inizia a decorrere.

Inoltre, devono accettare la liquidazione integrale della pensione mediante il calcolo contributivo.

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Proroga Opzione donna

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Introdotta dalla legge Maroni del 2004, l'opzione donna è stata inserita nella legge Fornero e prorogata nella manovra del 2017 e, successivamente, anche con le successive manovre, da ultimo con le leggi di bilancio 2022 e 2023. 

Opzione donna 2022

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La legge di bilancio 2022 ha previsto una nuova proroga per l'opzione donna, estendendo la possibilità di pensione anticipata alle lavoratrici che, al 31 dicembre 2021, avevano compiuto 58 anni di età, se dipendenti, 59 anni di età, se autonome, e che avevano maturato almeno 35 anni di contributi, se optavano per la liquidazione della pensione con le regole di calcolo del sistema contributivo. 

Con il messaggio n. 169/2022 l'Inps ha fornito le istruzioni utili per accedere al pensionamento. 

Opzione donna strutturale 

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Si è anche profilata, durante il governo Draghi, la possibilità di rendere opzione donna strutturale, utilizzando il ricalcolo contributivo quale denominatore comune delle pensioni anticipate per tutti a partire dai 63 o 64 anni d'età.  

La proposta è stata portata sul tavolo delle trattative tra governo e sindacati sulla riforma delle pensioni dall’ex ministro del lavoro Andrea Orlando, che ha parlato della possibilità di rendere l'opzione donna strutturale o quantomeno pluriennale, tenendo conto del fatto "che il lavoro per la donna è sempre doppio ed il riconoscimento dei percorsi che portano alla pensione dovranno includere proprio questo dato".  

Chi va in pensione con opzione donna nel 2023

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La legge di bilancio 2023 invece ha ulteriormente prorogato la misura mettendo però dei paletti più severi.

Opzione donna, infatti, dal 1° gennaio 2023 può essere richiesta solo dalle lavoratrici che hanno compiuto 60 anni di età (con riduzione di un anno per ogni figlio e fino a un massimo di due anni) con una anzianità contributiva di almeno 35 anni e in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • assistenza da un minimo di sei mesi del coniuge o di un parente di primo grado convivente e affetto da handicap grave, o di un affine di secondo grado convivente se il coniuge o i genitori del soggetto portatore di handicap grave hanno compiuto 70 anni di età o si trovino anch’essi in una condizione di invalidità o siano defunti;
  • siano portatrici di una invalidità civile accertata dalle commissioni mediche preposte superiore al 74%;
  • siano state licenziate o si trovino alle dipendenze di imprese per le quali è stato aperto un tavolo di confronto sulla crisi presso le strutture apposite. In questo caso l’età si riduce a 58 anni a prescindere dal numero di figli. 

Vedi anche: 

Data aggiornamento: 3 gennaio 2023