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Cassazione: telefonava a casa dell'ex amante, arrestata

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Rischia l'arresto l'innamorata respinta che continua a telefonare a casa dell'ex amante non riuscendo a farsene una ragione. Inutile chiedere sconti di pena. Parola di Corte di Cassazione che ha confermato la legittimita' della condanna esemplare inflitta ad una 67enne di Genova, Rosa D., punita con la condanna a un mese ed a 50 euro di multa per 'molestie' e 'ingiurie' al telefono. Piantata in asso dall'amante per un'altra, Rosa non e' riuscita a farsene una ragione e ha preso a telefonare a casa dell'ex amante ''anche in ore notturne'', lanciando parole ''offensive'' alla nuova fiamma del suo ex. Inchiodata dai tabulati telefonici, per l'innamorata respinta e' scattata la condanna del Tribunale di Genova (sentenza del luglio 2002). Nulla da eccepire da parte della Corte d'appello del capoluogo ligure che un anno dopo confermava la legittimita' della pena detentiva inflitta a Rosa D.. La donna si e' difesa in Cassazione, sostenendo che ''le telefonate in genere erano state fatte in orario diurno e comunque determinate ad indurre l'ex amante, ora in relazione con altra persona, a lasciarla in pace''. Di qui la sua richiesta di una pena piu' lieve.
Ricorso ''inammissibile'' ha sancito la Prima sezione penale (sentenza 24257) che ha osservato come data la ''specifica gravita' del fatto'' e' legittima ''l'inflizione dell'arresto''. La 67enne respinta dovra' pagare anche 500 euro alla cassa delle ammende.
(03/06/2004 - Roberto Cataldi)
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