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Volontary disclosure

Che cosa è la voluntary discosure, come si presenta la richiesta di adesione, quali sono i vantaggi e quali i termini

In questa guida:

Che cos'è la voluntary disclosure

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La voluntary disclosure è un istituto tramite il quale i soggetti che detengono capitali in un Paese straniero in maniera illecita hanno la possibilità di mettersi in regola e di far sì che la propria posizione torni "legale" semplicemente denunciando al fisco italiano quali violazioni sono state commesse dal punto di vista del monitoraggio fiscale. Ad avvalersi della procedura di collaborazione volontaria possono essere anche i contribuenti che non hanno obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale ma hanno violato obblighi relativi a imposte sostitutive, imposte sui redditi e addizionali relative, imposte sul valore aggiunto e imposte regionali sulle attività produttive. Rientrano nella voluntary disclosure anche le violazioni che hanno a che fare con le dichiarazioni dei sostituti di imposta.
Prevista dalla legge 186 del 2014, è una procedura straordinaria che permette ai contribuenti di definire la propria posizione fiscale pregressa: è caratterizzata dai principi di completezza, di veridicità e di spontaneità, così che può essere considerata in linea con le indicazioni fornite dall'Ocse per la compliance tributaria futura per i soggetti coinvolti. La procedura internazionale prevede che i contribuenti possano far emergere i beni immobili e quelli mobili che sono detenuti, violando il monitoraggio fiscale, in un Paese estero, mentre la procedura nazionale riguarda la definizione delle violazioni di obblighi dichiarativi, e coinvolge i contribuenti che non possono aderire a quella internazionale o perché non sono soggetti al monitoraggio fiscale o perché, più semplicemente, non hanno beni all'estero. La voluntary disclosure implica una significativa e consistente attenuazione delle sanzioni amministrative in seguito al pagamento di tutte le imposte per cui i termini per l'accertamento non siano già decaduti.

Come si presenta la richiesta di adesione alla voluntary disclosure

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Per presentare la richiesta di adesione alla voluntary disclosure è necessario procedere per via telematica, o attraverso i soggetti incaricati o direttamente, nel caso in cui si sia abilitati a Fisconline o a Entratel. Tutti i professionisti che sono abilitati ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, inclusi coloro che sono iscritti nel registro dei revisori contabili e gli avvocati, possono presentare la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria. Se ci si affida a un professionista, la prichiesta deve essere trasmessa all'indirizzo di posta elettronica certificata presso cui sono state inviate la documentazione a corredo dell'istanza e la relazione di accompagnamento. La procedura effettuata per via telematica è la sola ammessa. 

Che differenza c'è tra la voluntary disclosure e lo scudo fiscale

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La voluntary disclosure si differenzia rispetto allo scudo fiscale per il fatto che non garantisce l'anonimato (dal momento che è necessario presentare un'autodenuncia presso l'Agenzia delle Entrate) e che prevede il pagamento di tutti gli interessi, di tutte le rendite finanziarie e di tutte le imposte. Inoltre, la collaborazione deve essere completa, e non parziale.

Quali sono i vantaggi della voluntary disclosure

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I vantaggi offerti dalla voluntary disclosure sono molteplici, a cominciare dalla possibilità offerta a chi si è reso protagonista di atti illeciti di autodenunciarsi e di regolarizzarsi autonomamente. La procedura viene messa a disposizione di chi non ha ancora accertamenti avviati nei suoi confronti per i patrimoni e per le attivitàò all'estero. In altri termini, gli italiani che hanno denaro, interessi finanziari o attività di altro tipo in Svizzera, alle Isole Cayman, a Montecarlo o in qualunque altro Paese straniero possono mettersi in regola con il fisco e con l'Agenzia delle Entrate, nel caso in cui non lo siano, pagando delle imposte scontate e avendo la certezza di mantenere la fedina penale pulita.

Quale è il nuovo termine per il 2017 per la voluntary disclosure

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I termini per la voluntary disclosure per il 2017 sono stati prorogati fino al 31 luglio: in altre parole, le domande per la regolarizzazione delle violazioni che sono state compiute prima del 30 settembre del 2016 possono essere presentate entro l'ultimo giorno di luglio, mentre l'integrazione delle istanze con informazioni e documenti potrà avvenire entro e non oltre il 30 settembre del 2017. Sempre la data del 30 settembre corrisponde al termine ultimo entro il quale i soggetti interessati saranno tenuti a eseguire il versamento in maniera spontanea; nel caso in cui si opti per un pagamento in tre rate mensili dello stesso imposto, è sufficiente che entro il 30 settembre venga versata solo la prima. 

Raccolta di approfondimenti sulla voluntary disclosure

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» Voluntary Disclosure: più collaborative le regioni del nord - VV. AA. - 10/01/17
» Voluntary disclosure: al Fisco bisogna rivelare anche il nome dell'amante - Marina Crisafi - 17/08/15
» Autoriciclaggio nel codice penale, professionisti e voluntary disclosure - Abg. Francesca Servadei - 14/04/15
» Voluntary disclosure: ora si fa sul serio. Pubblicate le istruzioni delle Entrate - Marina Crisafi - 14/03/15
» Voluntary disclosure: le Entrate danno il via libera a modelli e software per la procedura - Marina Crisafi - 19/02/15
» Voluntary disclosure: nel Milleproroghe sanzioni ridotte per i paesi Black List con accordi - VV. AA. - 19/02/15
» VOLUNTARY DISCLOSURE (di Ilaria CORRIDONI) - Law In Action - di P. Storani - 13/02/15
» Voluntary Disclosure e autoriciclaggio in vigore dall'1 gennaio 2015. In allegato il testo - Marina Crisafi - 21/12/14

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