Flat tax

Cos'è la flat tax, perché è stata introdotta, cosa prevede, quali sono i vantaggi e le sue applicazioni concrete

La flat tax è un'imposta ad aliquota unica che nasce con lo scopo di ridurre l'evasione fiscale ed è stata introdotta in Italia dalla legge di bilancio 2019.

Che cos'è

La ratio della flat fax infatti è la seguente: se tutti devono pagare meno tasse, anche chi non le ha mai pagate inizierebbe a farlo. Una tassa piatta applicata in una misura percentuale fissa del 15-20% innescherebbe in sostanza un meccanismo virtuoso capace di ridurre il fenomeno dell'evasione.

L'esperienza italiana

La flat tax, a dirla tutta, non è una novità assoluta. Essa è già stata proposta più di vent'anni fa, anche se all'epoca non ha avuto un grande seguito. Dire, inoltre, che il sistema tributario italiano è ostile all'applicazione di tasse proporzionali è altrettanto errato. L'I.R.E.S. infatti, ossia l'imposta sul reddito delle società, è un tributo proporzionale e personale, applicato nella misura del 24%.

Esperienze dei paesi che l'hanno applicata

La flat tax è applicata nei "paradisi fiscali" e nell'Est Europeo: Russia, Ucraina, Lituania, Estonia, Slovacchia, Macedonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Albania, Lettonia.

L'Islanda, dopo un'esperienza fallimentare, ha abbandonato la flat tax. In altri Stati invece, come i Paesi Baltici, la flat tax ha determinato una sorprendente crescita economica. Gli studi che hanno analizzato i risultati derivanti dall'applicazione della flat tax, hanno registrato una iniziale riduzione delle entrate nelle casse dello Stato e consequenziali tagli alla spesa pubblica.

Come funziona

In Italia, il criterio impositivo delle imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) si basa su un sistema di aliquote crescenti. 

Fissati gli scaglioni di reddito (es: da 0 a 15.000 euro - da 15.001 a 28.000 euro e così via) a ciascuno viene applicata un'aliquota percentuale che sale mano a mano che il reddito aumenta. Per questo il nostro è un sistema progressivo: più alto è il reddito più imposte si pagano. 

La flat tax invece non fa nessuna distinzione, non prevede scaglioni di reddito e calcoli complessi da fare. Stabilita la misura percentuale da applicare, essa è uguale per tutti i redditi. Fanno eccezione i pensionati e i dipendenti con reddito annuale pari o inferiore a 13.00 euro annuali, esonerati completamente dal pagamento delle imposte. Insomma, al di sotto dei 13.000 nulla è dovuto dai contribuenti, sopra questa soglia, l'imposta viene applicata solo alla parte che eccede il tetto dei 13.000 euro.

Regime forfettario

La flat tax, in concreto, si applica a coloro che rientrano nel nuovo regime forfettario.

Deve quindi precisarsi che il regime forfettario, dal 1° gennaio 2019, è il regime fiscale naturale per tutti coloro che, nell'anno precedente, non hanno conseguito ricavi o percepito compensi per un importo superiore a 85mila euro e che non abbiano partecipazioni in associazioni, imprese familiari o società di persone. Chi accede al regime forfettario, inoltre, non deve avere il controllo di srl o di associazioni in partecipazione che esercitano attività connesse con quelle svolte (anche indirettamente).

Coefficiente di redditività

Per il calcolo del compenso imponibile sul quale calcolare la flat tax occorre prendere come base i diversi coefficienti di redditività previsti per le diverse tipologie di attività, dai quali poi detrarre i contributi previdenziali obbligatori.

Nel dettaglio, i coefficienti sono i seguenti:

  • 40% - alloggio e ristorazione, commercio al dettaglio e all'ingrosso, commercio di alimenti e bevande, industrie alimentari e delle bevande;
  • 54% - commercio ambulante non alimentare;
  • 62% - intermediari del commercio;
  • 67% - altre attività economiche;
  • 78% - attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie di istruzione, servizi finanziari e assicurativi;
  • 86% - costruzione e attività immobiliari.

Vantaggi

I fautori della flat tax ritengono che sia positiva per le seguenti ragioni:

  • dover pagare meno tasse incentiverebbe tutti a pagare. In questo modo si contrasterebbero i fenomeni dell'evasione e dell'elusione fiscale;

  • una tassazione inferiore sarebbe uno stimolo importante per le imprese, che dovendo pagare meno tasse, potrebbero impiegare più denaro negli investimenti e nella formazione del personale;

  • un sistema di tassazione più semplice consentirebbe ai contribuenti di compilare in autonomia la propria dichiarazione dei redditi.

Svantaggi

I detrattori della flat tax, invece, oltre a sollevare dubbi di legittimità costituzionale, considerato che l'art. 53 della Costituzione prevede un sistema tributario informato a criteri di progressività, sono contrari alla sua introduzione per i seguenti motivi:

  • la riduzione delle entrate nelle Casse dello Stato avrebbe, come prima conseguenza, il taglio della spesa nei servizi pubblici fondamentali;

  • le detrazioni, attualmente previste per i contribuenti che si trovano in particolari condizioni familiari (numero di figli, spese mediche) non sarebbero più sostenibili;

  • la flat tax avvantaggerebbe solo i ricchi. La stessa aliquota applicata a redditi elevatissimi esercita infatti una pressione fiscale inferiore rispetto a quelli più bassi.

Flat tax normativa

La legge di bilancio 2019 ha introdotto la flat tax prevedendo un ingresso della stessa graduale.

In particolare in tale legge si prevede:

  • flat tax al 15% agli insegnanti che danno lezioni private, ai liberi professionisti e alle imprese (con ricavi inferiori ai 65.000 euro);

  • flat tax al 20% a fronte di un innalzamento dei ricavi di liberi professionisti e imprese, da 65.001 a 100.000 euro;

  • flat tax estesa anche alle famiglie.

Più in dettaglio, vediamo cosa dice la legge che ha introdotto tale agevolazione:

Flat tax insegnanti

Il comma 13 dell'art. 1 prevede che, a partire dal 1°gennaio 2019, i compensi derivanti dalle lezioni private impartite da insegnanti titolari di cattedre di ogni ordine e grado derivanti sono soggetti alla flat tax del 15% (che ha sostituito l'imposta sul reddito delle persone fisiche, le addizionali regionali e comunali) a meno che gli stessi non optino per il regime impositivo ordinario. Naturalmente, al fine di evitare incompatibilità tra il lavoro dipendente e l'attività autonoma, gli insegnanti devono preventivamente darne comunicazione all'amministrazione scolastica di appartenenza.

Flat tax partite Iva

L'aliquota del 15% dal 2019 è in vigore anche per le partite Iva che rientrano nel forfettario (con ricavi inferiori ai 65mila euro). La previsione della flat tax al 20% per il 2020 per chi avesse conseguito ricavi o compensi compresi tra 65.001 e 100.000 euro, come vedremo meglio nel paragrafo successivo, non è entrata in vigore.

Flat tax pensionati

Flat tax del 7% infine per le persone fisiche, titolari di redditi da pensione, erogati da soggetti esteri e residenti fiscalmente in un paese diverso dall'Italia da almeno 5 anni, che trasferiscono la residenza in un comune dell'Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, Sicilia e Sardegna, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti.

Modifiche sistema flat tax

La legge di bilancio 2020 ha apportato delle rilevanti modifiche in tema di flat tax, di fatto restringendone il campo di applicazione.

La legge prevedeva, infatti, che la stessa non si applicasse a tutti i coloro che, l'anno precedente, avevano percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati per un importo superiore a 30mila euro.

Inoltre era richiesto che, nel 2019, il fatturato non avesse superato i 65mila euro e che non fossero state effettuate spese per lavoro dipendente o accessorio, per collaboratori, per associati in partecipazione e per prestazioni rese dall'imprenditore o dai suoi familiari per un ammontare superiore a 20mila euro lordi.

La soglia di fatturato è stata poi alzata a 85mila euro dalla legge di bilancio del 2023.

Anche per il 2025 sono state introdotte novità nel regime flat tax.

La legge di bilancio 2025 ha, infatti, ampliato la platea di fruitori del regime di flat tax. Alla stessa possono accedere, infatti, anche i lavoratori dipendenti e pensionati con guadagni autonomi di importo fino a 35mila euro, contro la misura di 30 mila euro previsti a discrimine in precedenza.

A partire dal 1° gennaio 2025 le partite IVA in regime forfettario, inoltre, non dovranno più versare le tasse sui rimborsi spese, come quelle per viaggi, vitto e alloggio sostenuti per lo svolgimento degli incarichi e analiticamente addebitati ai clienti.

Viene, infine, introdotta nel 2025 una flat tax del 5% per detassare gli straordinari corrisposti al personale infermieristico.

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