Negli ultimi mesi la politica, l'economia e la finanza italiana sono state oggetto di pesanti manovre economiche e finanziarie studiate con l'obiettivo di ridurre la spesa pubblica, strategia attuata mantenendo (o cercando di mantenere) costante il livello dei servizi al cittadini. Dopo il taglio netto alla spesa di dirigenti (nella misura del 20%), dipendenti pubblici (del 10%) e la sensibile riduzione dei finanziamenti stanziati al fine di ottenere consulenze tecniche esterne (prevista fino al 20%), nonché a seguito della recente approvazione di riduzione del numero delle Province italiane (da 86 passeranno a 51), la riforma del settore pubblico investe nuovamente ed in modo imponente le modalità operative ed organizzative di Regioni ed enti locali.

Il nuovo decreto enti locali approvato il mese scorso comporta importanti novità operative. Nell'ottica della spending review diretta al contenimento della spesa pubblica ora ogni delibera della Giunta o del Consiglio comunale dovrà essere accompagnata dal parere tecnico del responsabile del servizio in oggetto nonché dal nulla osta del responsabile dei servizi finanziari. Inevitabile l'aumento del carico di lavoro per queste due figure di verificatori.

La nuova regola investe tutte quelle delibere comunali idonee ad incidere in modo sia diretto che indiretto sul patrimonio dell'ente locale, influendo sulla sua situazione economica e finanziaria. Sino ad Ottobre 2012 il parere del responsabile di cui in oggetto era obbligatorio soltanto per gli atti che comportassero "impegno di spesa o diminuzione di entrata".

Viene quindi allargato il range dei controlli, restringendo di conseguenza i poteri decisionali indipendenti degli organi comunali: il parere tecnico preventivo andrà materialmente richiesto praticamente per ogni delibera di spesa. Investite dalla riforma anche le Regioni: rafforzati i controlli esterni sui bilanci e sulle procedure di finanziamento regionali e locali. Per le Regioni si avvicina inoltre il termine (fissato al 30 Novembre) per decidere quali e di quanto ridurre i finanziamenti di premi, indennità e fondi in genere.

Uniche eccezioni previste dal legislatore ad esonerare dell'obbligatorietà di richiesta del parere tecnico comunale si hanno nel caso in cui vi siano "adeguate ed espresse motivazioni" fornite dagli stessi promotori, nonché per tutti quegli atti classificati come di "mero indirizzo".

I primi effetti pratici di applicazione della nuova "linea rigida" di contenimento della spesa pubblica si avranno soltanto tra qualche mese. Sarà onere della Corte dei Conti, organismo al quale la riforma attribuisce i maggiori poteri ispettivi e di controllo, fornire i primi risultati.

La Corte avrà infatti la possibilità di impiegare, d'intesa con il Ministero dell'Economia, le forze della Guardia di Finanza nonché dei magistrati della sezione giurisdizionale della Corte stessa. Maggiori poteri anche per il segretario comunale, per il direttore generale ove presente e per il revisore dei conti.

Accanto alla normativa che riduce sensibilmente l'ambito di azione e di manovra a livello di autonomia locale il legislatore ha tuttavia inserito previsioni a favore degli enti locali e dei comuni in difficoltà, stanziando una predeterminata dotazione finanziaria, il cui primo destinatario è stato il Comune di Napoli.


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