L'Aula di Montecitorio conferma l'introduzione di sistemi di verifica biometrica. Esclusi i docenti di tutte le scuole. Ok anche al turnover al 100% nella P.A. Tutte le misure del Ddl Concretezza

di Lucia Izzo - La Camera ha approvato in seconda lettura, con 272 voti a favore, 182 contrari e una astensione, il disegno di legge (qui sotto allegato) recante "Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo".

Il provvedimento, messo a punto dal ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, torna ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento che si pronuncerà in terza lettura.

Ecco le novità principali:


Impronte digitali ma non per i docenti

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Il provvedimento approvato conferma le disposizioni contro l'assenteismo che prevedono l'introduzione di sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi (in sostituzione di quelli di rilevazione automatica attualmente in uso) per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (con esclusione del personale in regime di diritto pubblico e dei dipendenti titolari di un rapporto agile), ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro.

Novità rilevante è l'esclusione del personale docente ed educativo degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative da tale regime di controllo. I dirigenti scolastici, invece, saranno soggetti ad accertamento solo ai fini della verifica dell'accesso (secondo modalità stabilite con apposito decreto).

Per quanto riguarda i dirigenti delle amministrazioni pubbliche, si stabilisce che essi debbano adeguare la propria prestazione nella sede di lavoro alle esigenze dell'organizzazione e dell'incarico dirigenziale svolto, nonché a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane.

Nucleo della concretezza

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Confermata anche la volontà di istituire, presso il Dipartimento della funzione pubblica, un "Nucleo della concretezza", composto da 53 unità di personale e preposto alla verifica della realizzazione delle azioni concrete (da determinarsi in un apposito Piano triennale) per il miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione.

L'attività del Nucleo si esplicherà, in particolare, attraverso sopralluoghi e visite e ricomprende la possibilità di proporre misure correttive.

Nel corso dell'esame è stato soppresso l'originario articolo 3 che disponeva la non applicazione del limite concernente il trattamento accessorio del personale delle amministrazioni pubbliche (ex art. 23 del D.Lgs. 75/2017) agli incrementi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro successivi al 22 giugno 2017. Analoga disposizione è contenuta nell'articolo 11 del D.L. 135/2018.

Assunzioni nelle amministrazioni: turnover al 100%

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Confermate anche le misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione. In particolare, a decorrere dal 2019, le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e le agenzie e gli enti pubblici nazionali non economici potranno procedere ad assunzioni (a tempo indeterminato) nel limite di un contingente di personale corrispondente ad una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente.

Ancora, sempre dal 2019, si consente al cumulo delle risorse, corrispondenti a economie da cessazione del personale già maturate, con riferimento ad un arco temporale non superiore a cinque anni, anziché non superiore a tre anni, come prevede la normativa vigente. Con riferimento al triennio 2019-2021, saranno introdotte norme transitorie volte a ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego.

Mobilità tra pubblico e privato

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Il provvedimento stabilisce che il personale delle pubbliche amministrazioni (e non solo quello dirigenziale) sia collocato in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati. Conseguentemente il suddetto personale (non più solo quello dirigenziale) non potrà, nei successivi due anni, ricoprire incarichi che comportino l'esercizio di determinate funzioni.

Buoni pasto

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Per quanto riguarda i buoni pasto per i pubblici dipendenti, il d.d.l. chiarisce che i lavoratori potranno restituire i buoni pasto, maturati e non spesi, riguardanti i lotti che sono stati oggetto di risoluzione da parte di Consip S.p.A.

Tali buoni saranno sostituiti con altri, di valore nominale corrispondente, acquistati secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

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Scarica pdf D.D.L. Concretezza approvato alla Camera

Foto: 123rf.com
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