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Buoni pasto: la guida completa

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Cosa sono i buoni pasto, chi può beneficiarne, come possono essere spesi e quali sono i limiti, come sono tassati i buoni cartacei e quelli elettronici
uomo che spinge pulsante per ottenere vantaggio
di Valeria Zeppilli - Tra i cosiddetti fringe benefit che le aziende mettono a disposizione dei propri dipendenti, di certo il più diffuso è rappresentato dai buoni pasto.
  1. Cosa sono i buoni pasto
  2. Chi può beneficiare dei buoni pasto
  3. La normativa
  4. Buoni pasto cartacei ed elettronici
  5. Come spendere i buoni pasto
  6. Dove spendere i buoni pasto
  7. Tassazione dei buoni pasto

Cosa sono i buoni pasto

Si tratta di un mezzo di pagamento, di importo fisso, spendibile per l'acquisto sia di generi alimentari che di pasti presso esercizi convenzionati. Esso sostituisce, di norma, la mensa aziendale.

Le principali caratteristiche di tale strumento sono rappresentate dall'essere lo stesso non cedibile, non commerciabile e non convertibile in denaro.

Caratteristiche dei buoni pasto

Nei buoni pasto, vanno inseriti necessariamente alcuni dati ed elementi, ovverosia: il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro; la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione; il valore facciale in valuta corrente; il termine massimo di utilizzo; uno spazio riservato all'apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell'esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato; la dicitura che «Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare».

In caso di ticket elettronico i predetti dati sono associati elettronicamente al carnet ove possibile, mentre la data di utilizzo e i dati identificativi dell'esercizio presso il quale il buono è utilizzato sono associati elettronicamente in fase di utilizzo, l'obbligo di firma del titolare del buono pasto è assolto associando il numero o il codice identificato riconducibile al titolare, la dicitura sulla non cedibilità e utilizzazione è riportata elettronicamente.

Chi può beneficiare dei buoni pasto

I principali beneficiari dei buoni pasto sono, ovviamente, i lavoratori dipendenti sia del settore pubblico che del settore privato, con orario a tempo pieno o a tempo parziale e anche se il loro orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto.

Possono poi utilizzare i buoni pasto coloro che sono legati con il datore di lavoro da un rapporto di collaborazione anche non subordinato.

La normativa

La disciplina dei buoni pasto è oggi contenuta nell'articolo 144 del decreto legislativo numero 50/2016 e nel recente decreto del Ministero dello sviluppo economico numero 122/2017, i quali, oltre ai requisiti richiesti ai buoni pasto, stabiliscono anche quali requisiti debbano possedere le società di emissione degli stessi e quali gli esercizi che erogano i servizi sostitutivi di mensa a mezzo dei buoni pasto.

Più in generale, tali due fonti normative delineano oggi una disciplina dei servizi sostitutivi della mensa molto differente rispetto al passato. Con particolare riferimento al decreto del 2017, va segnalato che lo stesso ha aumentato le possibilità di utilizzo dei ticket, ampliando il numero di esercizi commerciali che possono accettarli e la possibilità di cumulo degli stessi.

Le società di emissione

Il più noto dei buoni pasto è il Ticket Restaurant, ma esso di certo non è l'unico.

Il servizio, infatti, è fornito in concorrenza da numerose società che, tuttavia, devono rispettare precisi requisiti fissati oggi dal decreto legislativo numero 50/2016.

L'attività di emissione, in particolare, può essere svolta esclusivamente da società di capitali il cui capitale sociale versato non sia inferiore a 750mila euro e che abbiano come oggetto sociale l'esercizio di attività finalizzata a rendere il servizio sostitutivo di mensa, sia pubblica che privata, a mezzo di buoni pasto e di altri titoli di legittimazione rappresentativi di servizi.

Il bilancio di tali società, poi, deve essere necessariamente corredato dalla relazione di una delle società di revisione iscritte nel registro istituito presso il Ministero della giustizia ai sensi dell'articolo 2409-bis del codice civile.

Inoltre, le società che possiedono i requisiti per l'emissione di buoni pasto possono provvedervi solo dopo aver trasmesso al Ministero delle attività produttive la dichiarazione di inizio attività.

Se, poi, si tratta di società estere, è necessaria l'autorizzazione in base alle norme del paese di appartenenza.

Buoni pasto cartacei ed elettronici

Tecnicamente, i buoni pasto si presentano sia sotto forma di tagliandi raccolti in un apposito libretto che sotto forma di tessera dotata di microchip. Essi sono strettamente personali e vanno spesi entro il termine massimo di validità degli stessi, variabile a seconda dei casi, per l'intero valore facciale (ovverosia senza possibilità di utilizzo parziale o di diritto al resto in denaro).

Come spendere i buoni pasto

Al contrario di quanto avveniva in passato (quando, almeno formalmente, non era possibile utilizzare più di un buono pasto al giorno nonostante la prassi consentisse il contrario) oggi l'utilizzo di più buoni contemporaneamente, sino a massimo otto, è stato ufficialmente riconosciuto ad opera del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017. Con l'entrata in vigore del dm, infatti, sono caduti i limiti dell'uso singolo e fino a 8 ticket potranno essere usati per spesa e agriturismi. Il provvedimento ha anche ampliato la platea degli esercizi che potranno accettarli.

Per saperne di più leggi Buoni pasto: da oggi in vigore le nuove regole

Dove spendere i buoni pasto

Il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto, invece, può essere erogato solo da soggetti predeterminati, che oggi sono però più numerosi rispetto al passato.

Si tratta, in particolare, dei soggetti legittimati ad esercitare la somministrazione di alimenti o bevande; l'attività di mensa aziendale e interaziendale; la vendita al dettaglio di generi alimentari in sede fissa o su area pubblica; la vendita al dettaglio nei locali di produzione o in quelli attigui o adiacenti a quelli di produzione; la vendita al dettaglio e quella al consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi, da parte di imprenditori agricoli, coltivatori diretti e società semplici esercenti l'attività agricola; l'attività di agriturismo e l'attività di ittiturismo.

Tassazione dei buoni pasto

Resta da dire che da luglio 2015 i buoni pasto elettronici e quelli cartacei non sono sottoposti a tassazione per un importo pari, rispettivamente, a 7 euro e a 5,29 euro. Se queste soglie sono superate, i buoni pasto diventano imponibili per la quota eccedente.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(14/10/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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