Al via la campagna di prevenzione contro il cyberbullismo per informare e responsabile i ragazzi con lezioni in aula sin dalla scuola primaria

di Gabriella Lax - Una campagna di prevenzione contro il cyberbullismo, informando e responsabilizzando i ragazzi con lezioni in aula sin dalla scuola primaria. A questa conclusione arriva la ricerca sul cyberbullismo, effettuata da Anna Maria Giannini, docente di psicologia all'università Sapienza di Roma, su ragazzi di età compresa tra i 14-19enni italiani.

L'indagine è stata presentata, qualche giorno fa, al ministero dell'Interno, in occasione del Safer Internet Day, realizzata dalla Sapienza e dal Moige (Movimento italiano genitori) che ha lanciato una campagna per combattere il bullismo tra numeri verdi e una rete di giovani ambasciatori nelle scuole assieme all'Anci e alla Polizia postale, come riporta la Repubblica.

Cyberbullismo, i dati della ricerca

La ricerca ha coinvolto più di 1.300 adolescenti a campione, in 18 città italiane, il 93,5% dei quali possiede uno smartphone. Nove intervistati su 10 usano il telefonino sia per i social, sia per l'accesso al web, e per un uso essenzialmente ricreativo, il restante 2%lo utilizza per motivi di studio o ricerca. Il 20% dei ragazzi non riconosce la gravità delle trasgressioni sul web. Come e perché usano i social? WhatsApp è la piattaforma più utilizzata da oltre il 90% degli studenti, mentre il 63,72% dei ragazzi dichiara di usare Facebook. Il 65% lo fa per socializzare, il 59,49% per curiosità, il 31,9% per informarsi. Si condividono soprattutto messaggi (60,06%), foto (61,25%), video (20%), quasi mai notizie.

I dati riferiti fanno riflettere: sette adolescenti su dieci non chiedono aiuto. La domanda era se l'aggressore on line ha previsto le conseguenze dei suoi gesti: il 47,30% dei ragazzi ha risposto "per niente". E anche alla domanda se la vittima farebbe bene a vendicarsi, quasi la maggioranza assoluta risponde "per niente " (49,77%). In sostanza, nei casi di cyberbullismo la condivisione avviene soprattutto tra coetanei: il mondo degli adulti, fatto di genitori, insegnanti e forze dell'ordine, resta fuori.

Cyberbullismo, prevenzione dalla scuola primaria

Per prevenire e combattere il cyberbullismo serve consapevolezza e chiarezza per l'uso della rete e un'alfabetizzazione emotiva per i giovani che devono riuscire empaticamente a mettersi dalla parte dell'altro.

Dal canto loro, i genitori devono essere presenti nelle vite dei figli e coltivare il dialogo, a volte certo non semplice, e devono fare attenzione ai cambiamenti nel comportamenti dei figli che potrebbero suonare come campanelli d'allarme.

In senso pratico, la campagna contro il bullismo online coinvolgerà 18 regioni, oltre 50.000 ragazzi, 100.000 tra genitori e docenti , 500 "giovani ambasciatori" in 100 scuole superiori. Presente un Centro mobile di prevenzione, per sostegno e supporto, un camper che raggiungerà i Comuni che lo chiederanno con gli esperti psicologi e psicoterapeuti della task force del Moige. Sono attivi anche il numero verde 800.937.070 e il numero di messaggistica 393.300.90.90 per facilitare il contatto con i minori per le richieste di informazioni e aiuto.


Foto: 123rf.com
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