Avv. Roberto Cataldi |

Tribunale Perugia: va riconosciuta retribuzione a medici specializzandi dal 1982 al 1991

Il tribunale di Perugia accogliendo un ricorso presentato dalla Fp Cgil medici ha condannato il Governo Italiano al pagamento della somma di 6.713,94 euro (rivalutati e con gli interessi), per ogni anno di frequenza al corso, ai medici che negli anni 1982 - 1991 erano specializzandi. Il ricorso è stato presentato da 21 medici e la sentenza ora riconosce loro il diritto alla retribuzione (per gli anni della specializzazione) come stabilito dalla direttiva comunitaria del 1982. Si tratta di una direttiva che l'Italia ha adottato solo nel 1991. In una nota Nicola Preiti, della segreteria nazionale Fp Cgil medici, sottolinea che "l'Italia ha adottato la direttiva con colpevole ritardo. Per questo la Corte di Giustizia europea ha riconosciuto la responsabilita' dello Stato italiano per tardiva applicazione del diritto comunitario, e ha cosi' fissato una regola che porta al riconoscimento del diritto all'indennizzo per la mancata retribuzione dei medici specializzandi nel periodo intercorso tra l'entrata in vigore della direttiva comunitaria e la sua adozione nel nostro ordinamento".

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La sentenza potrebbe ora aprire nuovi scenari e fare giurisprudenza. "Questa sentenza, che approfondiremo nelle motivazioni - sottolinea in una nota Nicola Preiti, della segreteria nazionale Fp Cgil medici - e' fondamentale. Potrebbe aprire nuove speranze per gli altri medici specializzati in quegli anni". Per arrivare a questa sentenza i medici hanno sudato le cosiddette sette camicie. "Per ottenere il risarcimento - spiega Preiti - i medici hanno dovuto promuovere azioni legali con esito spesso negativo. La stragrande maggioranza dei procedimenti e delle speranze si erano infranti sulla diatriba dei termini della prescrizione". "L'avvocato Carlo Calvieri di Perugia e' pero' riuscito, con competenza e professionalita', a superare brillantemente la questione basandosi anche sui recenti orientamenti della Cassazione. In pratica, sulla base dell'accurata ricostruzione operata dal giudice del Tribunale di Perugia, nemmeno i classici termini della prescrizione - conclude Preiti - possono essere utilizzati qualora la loro applicazione porti alla negazione dei diritti comunitari".


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