Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: infortunistica, anche spese stragiudiziali fanno parte del danno risarcibile

Anche le spese sostenute dal cliente durante la fase stragiudiziale per tentare di ottenere il risarcimento del danno possono essere ricomprese nella successiva richiesta giudiziale di risarcimento danni sotto il profilo del danno emergente. E' quanto chiarisce una sentenza della Corte di Cassazione che ha riconosciuto al danneggiato da un incidente automobilistico anche il rimborso delle spese dell'assistenza stragiudiziale pagate ad uno studio di assistenza infortunistica. La Corte (sentenza 997/2010) ha chiarito che tali spese sono a tutti gli effetti configurabili come danno emergente e che tale configurabilità non può essere esclusa per il solo fatto che l'intervento stragiudiziale non abbia poi portato alla definizione della controversia. Ciò che rileva, piuttosto è verificare se le spese stragiudiziali siano state necessarie e giustificate. Nella parte motiva della sentenza la Corte richiama una sua precedente decisione in cui aveva affermato che "In tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, nella speciale procedura per il risarcimento del danno da circolazione stradale, introdotta con legge n. 990 del 1969 e sue successive modificazioni, il danneggiato ha facoltà, in ragione del suo diritto di difesa, costituzionalmente garantito, di farsi assistere da un legale di fiducia e, in ipotesi di composizione bonaria della vertenza, di farsi riconoscere il rimborso delle relative spese legali; se invece la pretesa lisarcitoria sfocia in un giudizio nel quale il richiedente sia vittorioso, le spese legali sostenute nella fase precedente all'instaurazione del giudizio divengono una componente del danno da liquidare e, come tali devono essere chieste e liquidate sotto forma di spese vive o spese giudiziali." (Cass. n. 2775 del 2006).

Altre informazioni su questa sentenza

Un'altra decisione richiamata dalla Corte è quella in cui si è specificato che "Le spese legali corrisposte dal cliente al proprio avvocato in relazione ad attività stragiudiziale seguita da attività giudiziale devono formare oggetto di liquidazione con la nota di cui all'art. 75 disp. att. cod. proc. civ., se trovino adeguato compenso nella tariffa per le prestazioni giudiziali, potendo altrimenti formare oggetto di domanda di risarcimento del danno nei confronti dell'altra parte, purché siano necessarie e giustificate, condizioni, queste che si desumono dal potere del giudice di escludere dalla ripetizione le spese ritenute eccessive o superflue, applicabile anche agli effetti della liquidazione del danno in questione." (Cass. n. 14594 del 2005). Ora, spiega la Corte "queste decisioni sono relative all'ipotesi in cui la spesa stragiudiziale sia stata sostenuta per avere la parte, che poi abbia agito giudizialmente investito della vicenda un avvocato. La legittimità di un simile incarico è indiscutibile perché la prestazione di assistenza legale stragiudiziale trova nell'ordinamento riconoscimento nella stessa tariffa professionale forense. Se ci si domanda se un analogo principio possa trovare applicazione allorquando, come nella specie, l'assistenza stragiudiziale sia prestata da un soggetto che non rivesta la qualità di professionista legale iscritto all'apposito albo ed in particolare se ci si chiede se in tal caso sia d'ostacolo l'essere stata la prestazione svolta da un soggetto non avente quella qualità, la risposta a quest'ultimo interrogativo dev'essere negativa e, quindi, ne segue la risposta positiva al primo interrogativo. E' stato, infatti, affermato che <> (Cass. n. 12840 del 2006; nello steso senso Cass. n. 7539 del 1997. Si veda pure Cass. n. 5906 del 1987).


Condividi su:
Twitter
Facebook
Linkedin

Articoli correlati

In evidenza oggi