La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Sent. 1693/03), ha stabilito che il riconoscimento in capo al dipendente del cd. premio aziendale di anzianità, da atto di mera liberalità può trasformarsi in un vero e proprio vincolo obbligatorio. Ciò, secondo la Corte, per effetto di un comportamento inequivoco delle parti come quello in cui, da un lato, il datore di lavoro eroghi il premio in occasione delle maturazione di un servizio pluriennale prestabilito e, dall'altra, sussista una corrispettiva legittima attesa da parte dei lavoratori a conseguirla. In tal caso il premio, va a perdere il suo carattere di liberalità e si trasforma in un vero e proprio corrispettivo per la fedeltà e dedizione dell'attività lavorativa svolta per un certo periodo di tempo dal dipendente con inevitabili conseguenze anche sulla determinazione del TFR.
Leggi il testo della sentenza
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Bonifico tra parenti: attenzione al Fisco, ora potrebbe chiederti di pagare l'8% di “tasse”
- Visite mediche, stop al ticket se hai una di queste malattie croniche, e più esami gratis se sei incinta: ecco l’elenco
- Messa alla prova: legittima l’esclusione per traffico di influenze e turbativa d’asta
- Amministratore di sostegno, quando scatta la revoca
- Legge 104, potrai avere fino a 4.800 euro l’anno esentasse se sei un caregiver e accudisci un familiare disabile: novità


