Il Garante per la protezione dei dati personali (Newsletter n. 324/2009) ha ribadito che gli organi di informazione, nel far riferimento allo stato di salute delle persone (identificate o identificabili), hanno sempre l'obbligo di rispettare la dignità e il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specialmente quando si è in presenza di malattie gravi e/o terminali.
L'Autorità (intervenendo su un articolo che narra la vicenda di una clinica nella quale sarebbero stati effettuati interventi chirurgici ritenuti non necessari e nel quale sono stati riportati i nomi delle persone interessate con tanto di descrizione circa l'operazione eseguita), ha reso noto di aver vietato al quotidiano l'ulteriore diffusione delle generalità delle persone alle quali si riferiscono i dati sensibili e ha disposto l'invio del provvedimento al Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti per le valutazioni di competenza.
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