Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: la coltivazione domestica di canapa non è reato se non assume livelli imprenditoriali

Tornando ancora una volta ad ocuparsi delle ipotesi di mini coltivazione domestica della canapa, la Corte di Cassazione (sentenza 40362/2007) ha ribadito che detta coltivazione non costituisce reato se "non si sostanzia nella coltivazione in senso tecnico-agrario ovvero imprenditoriale". E ciò, spiega la Corte, "per l'assenza di alcuni presupposti, quali la disponibilita' del terreno, la sua preparazione, la semina, il governo dello sviluppo delle piante, la disponibilita' di locali per la raccolta dei prodotti" Secondo i Giudici di Piazza Cavour, in caso di coltivazione domestica, "occorre verificare se, nella concreta vicenda, essa sia destinata ad un uso esclusivamente personale del coltivato"".

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E' stato così respinto il ricorso della procura di Genova che chiedeva la condanna di un uomo che sul balcone di casa coltivava alcune piantine di canapa indiana " a scopo ornamentale". La Procura nel suo ricorso aveva sostenuto che il fatto doveva considerarsi reato perché "il legislatore considera pericolosa per la salute pubblica ogni forma di diffusione della droga, e inoltre, non e' mai possibile, nel momento in cui la coltivazione e' in atto, individuare l'effettiva futura destinazione delle piante in coltivazione". I Giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso, spiegando che "la conforme decisione dei due gradi di merito non lascia dubbi sull'accertamento e sulla valutazione del fatto, ne' sull'assenza della destinazione all'uso di terzi".


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