L'articolo tenta di rispondere alla domanda su cosa sia famiglia, cosa fare per fondarla e mantenerla viva e autentica


"L'amore, nelle sue manifestazioni più sane e costruttive, rappresenta un profondo e innato bisogno umano - scrive lo psicologo e psicoterapeuta Paolo Antonelli -, e implica un'importante motivazione e un attaccamento sicuro e funzionale verso gli altri. Viceversa, quando l'amore si trasforma in abitudine a soffrire, fino a diventare quella che viene definita una vera e propria "dipendenza affettiva", si pone come un dolore capace di portare gravi problematiche psicologiche, fisiche e relazionali. In questa condizione, sempre più diffusa nel mondo contemporaneo, la relazione di coppia viene vissuta come un prerequisito indispensabile per la propria esistenza e ciò rappresenta l'antitesi dell'amore verso sé stessi". Un rapporto di amore sano è doveroso verso se stessi, verso figli presenti e potenziali e tutti gli altri perché l'amore è fonte di benessere, di salute, come si ricava anche dalla Carta di Ottawa per la promozione della salute (1986).

Edoardo e Chiara Vian, esperti di famiglie in difficoltà, affermano: "La relazione di coppia non è mai il fine ultimo, bensì solo un mezzo per camminare verso il fine ultimo". Non ci si sposa o non si convive perché si è trovato l'amore della propria vita ma per andare, di giorno in giorno, incontro all'amore, che non è un semplice sentimento del momento. L'amore non è il fiammifero che si accende ma il fuoco da tenere acceso con tutti i rischi e le difficoltà.

Ancora Edoardo e Chiara Vian: "La persona lieta ha il proprio «radar» sintonizzato sulle cose belle della vita: e così, in un litigio con il partner coglie l'occasione per capirsi meglio e crescere come coppia; in una crisi, vede un'opportunità per trovare equilibri migliori". Le persone irrisolte, spesso, fanno coppia con qualcuno per colmare e calmare quello che non va in loro per cui, in caso di difficoltà, amplificano ciò che è negativo e non prospettano alcuna soluzione. La coppia non è di per sé fonte di letizia ma bisogna portare letizia nella coppia, che è da costruire, consolidare, confortare, confermare quotidianamente.

Coppia non ben assortita: è come fare un viaggio o una vacanza in due (che non significa insieme) ma condividendo solo il mezzo di trasporto e altre cose materiali, ma non i luoghi da visitare, i piatti da gustare, le persone da incontrare e le emozioni da provare. Deleterio per loro e per chi sta loro intorno perché il vero amore è diffusivo e inclusivo.

Lo psicologo Simone Olianti chiosa: "Dobbiamo imparare a vigilare sulla qualità delle nostre relazioni, perché possono essere divoranti. In nome dell'amore si possono soffocare altri esseri umani. Amori possessivi, invadenti, che incatenano invece che liberare e sprigionare gioia. Amicizia e amore non possono svilupparsi in forma di ansioso attaccamento reciproco. Cercare l'altro ci attrae, ci richiama, ma dobbiamo imparare che siamo anche abitati da un istinto di morte. L'altro è anche un intralcio, fin dai tempi di Caino e Abele". Bisogna acquisire la consapevolezza che in ogni coppia, in ogni famiglia c'è la coesistenza di "eros" e "thanatos" e che l'amore non è un semplice sentimento ma anche ragione, costruzione, ricerca di equilibrio con se stessi e l'altro.

Rispetto: essere misurati nel parlare, commisurati nel fare, smisurati nel dare. Così in ogni relazione, a cominciare da quelle fondamentali, quella di coppia e quella genitoriale. Il rispetto è lo specchio dell'amore.

Edoardo e Chiara Vian spiegano: "Siamo spesso governati dall'idea che nella coppia dovremmo fare l'esatto 50%, in una dinamica giustizialista della relazione affettiva". Nella coppia sorgono molte incomprensioni perché si parte da una convinzione sbagliata, cioè la divisione "per-fetta" di compiti e adempimenti (andare a pranzo una domenica dai genitori dell'uno, l'altra domenica dai genitori dell'altro; cambiare i pannolini al figlio una volta ciascuno; alzarsi in pari misura la notte quando il bambino piange e così via). La coppia è basata sulla con-divisione, sul "con" (si legga e rilegga l'art. 143 cod. civ.).

Gli esperti Vian: "Possiamo però lavare i nostri occhi, imparare a cogliere il buono di nostro marito o nostra moglie. Proviamo a guardare una cosa per volta, senza generalizzare, ma sapendo distinguere un episodio da un altro. Proviamo a capire in profondità quali sono state le dinamiche emotive, le paure, i bisogni che hanno portato a quello specifico comportamento. Investiamo del tempo di coppia per parlarci a cuore aperto e potremmo scoprire che c'è un mondo immenso dentro di noi e dentro all'altra persona. Allora il nostro e altrui sguardo potrà essere purificato e potremo tornare a compiere prodigi". La collaborazione di cui all'art. 143 comma 2 cod. civ. non riguarda solo l'aspetto materiale ma il lavorare insieme (investendo tempo e risorse personali e affrontando il rischio come gli imprenditori) e nella quotidianità per far funzionare la vita di coppia e della famiglia.

Edoardo e Chiara Vian: "Dolcezza, sia verso me stesso, abitato da una strutturale vulnerabilità, sia verso la mia sposa, anch'essa abitata dalle sue paure d'inadeguatezza, di non essere abbastanza, di non essere amabile. Dobbiamo trattarci con delicatezza perché siamo, pur sempre, esseri fragili e delicati". Assistenza morale e materiale, comunione, intesa: ricordarsi di essere simili e differenti, di avere bisogni convergenti e sogni divergenti (o viceversa) e scambiarsi, trasmettersi dolcezza che non significa né sdolcinatezza né asfissiarsi in un rapporto di simbiosi. Metaforicamente si potrebbe dire che ogni coppia dovrebbe "comporre" il proprio glossario d'amore.

Edoardo e Chiara Vian: "Ma concretamente, come amo con il mio corpo la persona che ho sposato" In una sessualità orientata alla valorizzazione della bellezza della persona dell'altro e della mia; nell'affettuosità tenue di una carezza, di una coccola, di un bacio, di un abbraccio per prendersi cura; nelle mie membra stanche che comunque svuotano la lavastoviglie, stendono i panni, lavano i pavimenti, fanno da mangiare. Perché servire è regnare (in amore); nello slancio disinteressato di un servizio gratuito: "Ti faccio una tisana"", "Vado io a prendere nostro figlio dopo la festa", "Non preoccuparti, passo io a prendere quella cosa dai nostri amici"... In un atto di generosità concreta". In una coppia la sfera sessuale non è fatta solo di intesa sessuale ma di un codice sessuale, di una reciproca alfabetizzazione sessuale e sentimentale.

Edoardo e Chiara Vian concludono: "Sopportandovi a vicenda nell'amore. Sopportare deriva da sub (sotto) e portare, quindi sta a indicare l'attitudine a «portare» in me il «sotto» dell'altro (inteso come le sue parti meno carine). Questo perché ho scelto di amare, e ho scelto di farlo anche nel male, non solo nel bene (altrimenti che amore è"). Perché l'amore tutto sopporta". Il sopportare nella coppia non ha valenza negativa ma è un'essenziale competenza relazionale che consiste nel "so portare".

Coppia: continuare a stare insieme dando lo stesso colore ai giorni grigi o cupi che inevitabilmente si presentano. Nella vita di coppia (come in altre situazioni) ci si deve adattare (che è un processo reciproco) e non adeguare, altrimenti si finisce per annientarsi e annullare quello che si è stati e quello che si è. La "cassetta degli attrezzi per la manutenzione" della vita coniugale è fornita proprio dagli artt. 143, 144 e 147 cod. civ..

La struttura familiare influenza il benessere dei figli" È la domanda di ricerca posta in un recente articolo dell'Institute for Family Studies (inizi 2024), che sottolinea come circa un terzo della generazione Z, almeno negli Stati Uniti, non si sposerà mai. Eppure, come hanno evidenziato i ricercatori, una struttura familiare basata su una coppia stabile conta molto: i bambini cresciuti da genitori sposati ottengono risultati migliori rispetto a quelli cresciuti da genitori single perché in coppia si tende ad avere più tempo, denaro e disponibilità emotiva da investire nella crescita dei propri figli. Per dimostrare scientificamente questa realtà, è stato utilizzato il Social Genome Model, una ricerca che analizza i traguardi raggiunti dai minori, in diverse fasi della crescita, tenuto conto della struttura familiare di provenienza, in ambito di apprendimento scolastico, buona salute fisica, rapporto/dialogo con i genitori. Gli adulti devono acquisire la consapevolezza che una loro qualsiasi scelta, da quella professionale a quella sentimentale, si ripercuote sui figli, sul loro presente e sulle loro scelte future.

I sociologi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti puntualizzano: "[...] siamo tutti chiamati a interpretare il grande spartito della vita. Col gusto dell'ascoltare la musica suonata dagli altri, di seguirla, di accompagnarla. Aggiungendovi il nostro originale tocco". Fare coppia, fare famiglia è "accordarsi" per eseguire il "concerto" del giorno nel rispetto dei tempi, delle pause, delle battute, nonostante qualche stonatura o defaillance.

Nel Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 si parla di "cultura della famiglia" e di organizzazione (tra enti pubblici e imprese private) "amica della famiglia": occorre che la cultura della famiglia e l'amicizia per la famiglia siano sentite e maturate dapprima in seno alla famiglia stessa.

"I legami dell'amore fanno fare un'esperienza di libertà. [...] l'amore è sempre associato a un impegno, e quindi a decisioni che presuppongono un'attuazione della libertà. Se rimane semplicemente un sentimento fugace, non è veramente amore" (cit.). Oggi ci sono denatalità, crisi di coppia, famiglie lacerate, emergenza educativa perché si fraintende l'amore, non ci si intende su cosa, su chi sia l'amore.

Simone Olianti conclude: "Amare è un'arte che richiede un paziente e finissimo lavoro artigianale: dedizione, cura passione e tenacia. È l'unica «merce» che non si consuma. Anzi, più amore si dà, più esso cresce". Così la famiglia, frutto dell'arte dell'amare!


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