La crescita dell'e-payment ha interessato tutti i Paesi dell'Europa in maniera evidente e significativa, ma non nella stessa misura

Cashless in Europa, Italia fanalino di coda

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La forte accelerazione della transizione digitale registrata negli ultimi anni ha modificato in maniera irreversibile le abitudini sociali e lavorative degli italiani, così come i modelli di consumo. Uno dei principali impatti della digitalizzazione è stato il consolidamento dell'utilizzo dei sistemi dei pagamenti elettronici, a discapito del contante.

La crescita dell'e-payment ha interessato tutti i Paesi dell'Europa in maniera evidente e significativa, ma non nella stessa misura.

Entrando maggiormente nel dettaglio dei più recenti dati forniti dall'Osservatorio della Community di Cashless Society di The European House-Ambrosetti, quello che emerge è il primato dei Paesi scandinavi dell'Unione. Danimarca, Finlandia e Svezia si trovano nelle prime tre posizioni. Del resto, in questi Paesi i pagamenti con carta sono la quotidianità già da diversi anni. Interessanti sono anche le performance registrate dalla Francia e dalla Germania, che hanno raggiunto rispettivamente la nona e la decima posizione.

L'Italia, invece, si colloca tra i paesi UE con minor numero di transazioni con carta pro-capite, rientrando tra le trenta peggiori economie al mondo per cash intensity. Considerato questo dato, non sorprende che la strada verso la cashless revolution prosegua a rilento per l'Italia rispetto agli altri Paesi europei.

Nonostante i cittadini si dicano pronti alla svolta cashless, l'Italia è di fatto ancora molto dipendente dal contante: è oggi al ventinovesimo posto al mondo per incidenza del contante sull'economia.

L'effetto del cashback di Stato sugli acquisti online

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Con il cashback di Stato introdotto con la legge di bilancio del 2020 si sperava di incentivare nuove abitudini in grado di colmare questo divario, di contribuire all'emersione di parte dell'economia sommersa e alla riduzione dell'evasione fiscale.

Il cashback consisteva in un sistema di restituzione del volume delle transazioni compiute con pagamenti digitali pari al 10% sulle transazioni effettuate con moneta elettronica, considerato un massimale di 150€.

Le modalità di attuazione di questo incentivo sono state definite all'interno di un piano di incentivazione dei pagamenti digitali ben più ampio, il cosiddetto Piano Italia Cashless. Il fine del piano messo a punto dal Governo è stato quello di incentivare l'uso di carte e di app di pagamento, al fine di modernizzare il Paese e favorire lo sviluppo di un sistema digitale più veloce, semplice e trasparente.

Ma il cashback non è certo una cosa nuova: diversi negozi fisici e online lo usano da tempo per avvantaggiare i loro clienti. Il rimborso immediato di una percentuale della spesa, riaccreditata direttamente sul conto del cliente è infatti un ottimo incentivo a fare acquisti e importante strumento di fidelizzazione. Il noto portale del risparmio Topnegozi è stato in tale senso lungimirante: già a partire dal 2007 ha creduto fortemente in questa forma di commercio e consumo innovativo, proponendo offerte sotto forma di coupon sconto e programmi di cashback, incentivando le spese effettuate con moneta elettronica.

Nonostante tutto, però, i dati dimostrano una certa riluttanza degli italiani nell'avvalersi di pagamenti elettronici e un forte attaccamento al contante. Grazie alle misure governative, infatti, il valore transato cashless e il suo peso sul PIL è aumentato ma è ancora molto distante dai migliori performer.

Importanti sono i risultati ottenuti dalla survey condotta dalla Community Cashless Society per l'anno 2022 circa l'evoluzione dell'attitudine verso gli strumenti di pagamento alternativi al contante nell'ultimo anno.

Con riferimento al cashback la prima evidenza è che il 78% degli italiani ha dichiarato che questa misura ha spinto ad un utilizzo più frequente dei mezzi di pagamento elettronici e il 37% ha dichiarato che ha avuto un impatto anche sull'aumento dei consumi. Come la precedente rilevazione relativa all'anno 2021, i numeri evidenziano sia l'efficacia della misura nell'avvicinare i cittadini all'utilizzo di strumenti di pagamento cashless sia lo stimolo della misura all'aumento dei consumi e quindi al miglioramento dell'economia.

I principali ostacoli alla cashless society

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I cittadini italiani sono stati interrogati sui principali ostacoli alla diffusione dei pagamenti cashless. L'obiettivo della survey preposta dalla Community Cashless Society è stato quello di confrontare le variazioni dell'attitudine dei cittadini al cashless rispetto all'anno precedente, tenendo conto degli effetti delle misure governative a favore dei pagamenti digitali.

È stato confermato il trend positivo già registrato nella scorsa rilevazione: oltre 7 italiani su 10 vorrebbero utilizzare di più gli strumenti di cashless. Ma, come per la rilevazione dello scorso anno, permangono importanti ostacoli alla diffusione del cashless.

Primo tra questi, è la paura delle frodi, nonostante oltre il 60% degli italiani reputi i mezzi di pagamento cashless più sicuri del contante. Al timore delle frodi si affiancano numerosi problemi di accettazione: 1 italiano su 4 ha riscontrato nel 2021 problemi nell'accettazione, un valore in linea con quello del 2020, ma comunque sei punti percentuali inferiore a quello del 2019.

A questi fattori cruciali si affiancano le questioni della protezione dei dati personali e della tracciabilità.

Quello che è possibile dedurre, dunque, è che benché esista una diffusa accoglienza e valutazione positiva dei cittadini italiani circa le misure introdotte dal Governo per la promozione dei pagamenti elettronici, ci sono ancora degli ostacoli oggettivi e culturali alla creazione di una cultura maggiormente cashless. D'altra parte, la prima motivazione per l'utilizzo del contante rimane l'abitudine, fatto che mette in luce un forte radicamento culturale pro-cash degli italiani e quindi l'importanza di agire sull'educazione e sulla cultura.

Nonostante l'Italia si stia muovendo nel verso giusto per concretizzare la transizione cashless, ad oggi ancora non possiede una velocità adeguata al raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2025.

Bisogna lavorare ancora molto con misure di sostegno adeguate anche nei prossimi anni, al fine di superare gli ostacoli culturali che permangono e raggiungere una vera cashless society. Solo in questo modo l'Italia potrà ridurre il gap digitale che la separano dagli altri paesi europei e ottenere importanti benefici, come la riduzione dei costi del contante, il recupero dell'economia sommersa e un maggiore stimolo ai consumi e al commercio.


Foto: 123rf.com
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