L'esigenza di informare l'opinione pubblica in merito a vicende giudiziarie non può entrare in conflitto con il rispetto della vita privata.
Lo ha ribadito il Garante della Privacy (newsletter 7-13 ottobre 2002) a proposito della recente inchiesta sul giro di prostituzione a Roma.
Gli organi d'informazione avevano infatti pubblicato i nomi di molte persone coinvolte nell'inchiesta.
Il Collegio del Garante ha così ribadito “la necessità di non diffondere informazioni non indispensabili, soprattutto laddove queste siano legate ad aspetti particolarmente riservati, come la vita sessuale delle persone, e attinenti, quindi, alla loro sfera più strettamente privata. Questo anche allo scopo di evitare ingiustificate spettacolarizzazioni o eventuali strumentalizzazioni di scelte personali”.
Il giornalista, spiega il Garante, anche nel rispetto del codice deontologico, deve attenersi al principio dell'essenzialità dell'informazione astenendosi dal descrivere le abitudini sessuali delle persone anche se queste rivestono posizioni di particolare rilevanza sociale o pubblica.
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