I legali vogliono depositare un documento di denuncia contro le decisioni governative di limitazione dei diritti costituzionali e sovranazionali. Respinti dalla polizia poi una delegazione è stata "ammessa" al palazzo
Facciata del palazzo della cassazione

Obbligo green pass, avvocati oggi in piazza Cavour

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Un gruppo di avvocati in toga si è riunito oggi davanti alla Corte di Cassazione in Piazza Cavour a Roma per manifestare contro le restrizioni per l'accesso ai Tribunali causa Covid. Tra i presenti Sara Cunial, la deputata del gruppo Misto che aveva da tempo intrapreso una battaglia contro l'obbligo di Green Pass per entrare a Montecitorio. Con lei altri avvocati in rappresentanza di numerose associazioni legali italiane, "Io sto con l'avvocato Polacco", "Sentinelle della Costituzione", "Comicost", "Avvocati liberi", "Avvocati ultima linea".

Obbligo green pass, il documento di denuncia

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Nel corso della protesta, agli avvocati senza green pass si sono aggregati parlamentari. Obiettivo depositare un documento di denuncia contro le decisioni governative di limitazione dei diritti costituzionali e sovranazionali. Come ha chiarito in un comunicato l'avvocato Edoardo Polacco «Gli avvocati sottoscriveranno una querela nei confronti dei firmatari del decreto legge e conseguenti circolari che impediscono agli avvocati ultra cinquantenni l'ingresso nei tribunali o nelle carceri o negli uffici giudiziari se non sottoposti al ciclo completo vaccinale».

Obbligo green pass, le critiche alla normativa

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Secondo quanto evidenziato dal legale: «È impossibile che una norma sottoscritta, tra l'altro, da un governo senza preventivo voto parlamentare, vieti a un cittadino di avere la certezza di un proprio legale di fiducia, a milioni di cittadini di vivere del proprio stipendio perché sospesi dal loro posto di lavoro, di andare a prelevare i propri soldi in banca o le proprie pensioni alle poste perché privi di Green pass rafforzato, di entrare in ufficio pubblico» conclude.

Respinti dalla polizia, poi ammessa una delegazione

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I manifestanti sono stati respinti dal cordone di polizia posto a protezione degli ingressi. Soltanto in un secondo tempo, con le negoziazioni dei parlamentari, in primis la Cunial, una delegazione di due avvocati è stata ammessa al palazzo.

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