La novità contenuta nell'ultimo decreto Covid (decreto Befana) in vigore dall'8 gennaio. Nei palazzi di giustizia solo parti del processo e testimoni potranno accedere senza green pass. E' polemica sulla decorrenza

Green pass per gli avvocati in tribunale: no legittimo impedimento

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Green pass obbligatorio anche per gli avvocati. A deciderlo è il decreto Covid (c.d. decreto Befana) pubblicato in Gazzetta ufficiale. La certificazione verde servirà non solo, come già previsto, per i magistrati e gli impiegati dell'amministrazione nei palazzi di giustizia, come cancellieri o amministrativi, ma anche per avvocati e consulenti delle parti.

In caso di assenza del difensore non in condizione di esibire il Pass, «non costituisce impossibilità di comparire per legittimo impedimento».

Green pass nei tribunali, i soggetti esclusi

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L'obbligo riguarderà anche «difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia». La disposizione non si applica invece «ai testimoni e alle parti del processo».

Il controllo spetta ai responsabili sicurezza dei Palazzi di giustizia.

Green pass avvocati, Aiga: «Serve interpretazione unica»

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Sulla vicenda si registra l'intervento dell'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) che chiede «l'urgente necessità di una interpretazione unica, su tutto il territorio nazionale, sul momento in cui tale disposizione debba intendersi in vigore e quindi applicabile». Il perchè è presto detto: «il comma 1 dell'art. 3 dello stesso Decreto, in un primo momento prevede l'entrata in vigore della norma dal 20 gennaio 2022 (art. 3, comma 1 ter), mentre successivamente, lo stesso art. 3, modificando l'art. 9 sexies del D.L. 22/04/2021 n. 52, nulla dice circa il momento di inizio della sua applicazione; in questo senso, quindi, quest'ultima disposizione, come stabilito dall'art. 6 del medesimo Decreto, entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

È di queste ore la notizia che alcuni Uffici Giudiziari, fin dalla giornata di oggi, hanno chiesto di esibire il certificato verde Covid19, mentre altri, in base a quanto previsto dal comma 1 dell'art. 3, hanno scelto di rimandare ogni verifica a dopo il 20 gennaio. Da qui la richiesta di una «celere nota esplicativa da parte del Legislatore che permetta di uniformare l'interpretazione del dettato normativo» ha dichiarato il Presidente Nazionale Avv. Francesco Paolo Perchinunno.

Green pass per gli avvocati, le polemiche

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Già nel mese di settembre, ad entrare in polemica con la decisione dl green pass per gli avvocati era stato il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano Vinicio Nardo. «Il green pass nei tribunali per gli avvocati è un problema paradossale nei fatti e insieme una possibile lesione ai diritti e obblighi dei cittadini». Polemica riproposta oggi dal presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì che rileva una «contraddizione nel dettato della norma, che consente a parti processuali e testimoni l'accesso ai tribunali pur in assenza di green pass. Se l'obiettivo è quello di ridurre al minimo la presenza del virus all'interno delle aule di giustizia avremmo suggerito di estendere l'obbligo di green pass a tutte le persone che lo frequentano, nessuno escluso».

Si è acceso lo scontro nell'avvocatura anche, come denunciato dall'Aiga, sulla decorrenza dell'obbligo. Per i legali infatti lo stesso dovrebbe partire dal 1° febbraio, ma alcuni uffici giudiziari e la stessa Corte di Cassazione hanno ritenuto l'obbligo in vigore dall'8 gennaio, il giorno successivo alla pubblicazione del decreto n. 1/2022 in GU, e hanno fatto già partire i controlli all'ingresso.

Il CNF e l'OCF hanno chiesto, quindi, un chiarimento urgente alla ministra Cartabia.



Foto: 123rf.com
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