Per l'Ong il Governo deve riconsiderare la proroga dello stato d'emergenza oltre il 31 marzo 2022 e deve concentrarsi sull'aumento dell'adesione volontaria al vaccino. L'intera popolazione deve godere dei diritti fondamentali
no alle discriminazioni

Amnesty: «Il Governo riconsideri lo stato d'emergenza»

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Vaccini obbligatori, green pass e proroga dello stato d'emergenza. Sulle decisioni del governo interviene ora Amnesty International Italia che, dal suo sito ufficiale, sollecita l'Esecutivo a «riconsiderare attentamente se prorogare la misura oltre il 31 marzo 2022, in quanto tutte le misure di carattere emergenziale devono rispondere ai principi di necessità, temporaneità e proporzionalità». Ed ancora, Amnesty International Italia sollecita le autorità italiane - in primis il governo, l'Aifa, l'Istituto superiore di sanità e la Protezione civile - a promuovere forme di comunicazione chiare e inclusive per garantire alla popolazione l'adozione di comportamenti responsabili per la tutela dell'incolumità collettiva e seguire le linee guida di salute pubblica». L'organizzazione apprezza il costante monitoraggio sull'andamento dell'epidemia, come risulta, ad esempio, dall'ultimo aggiornamento nazionale pubblicato il 7 gennaio 2022 dall'Istituto Superiore di Sanità

Amnesty e l'obbligo di vaccinazione

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Nonostante sostenga che gli stati debbano concentrarsi sull'aumento dell'adesione volontaria al vaccino, Amnesty International riconosce che «ci sono alcune eccezioni limitate che possono permettere agli stati di imporre l'obbligo di vaccinazione, purché questi requisiti soddisfino i principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione». Ciò vuol dire che l'obbligo di vaccinazione può essere giustificato «purché sia stabilito dalla legge, ritenuto necessario e proporzionato a uno scopo legittimo legato alla protezione della salute pubblica, e fornisca garanzie e meccanismi di monitoraggio per assicurare che questi requisiti non si traducano in violazioni dei diritti umani. Inoltre, tutti gli stati devono assicurarsi che qualsiasi proposta di obbligo di vaccinazione sia mirata, limitata nel tempo e adottata solo come ultima risorsa. Deve anche essere accompagnata da una logica basata sull'evidenza che spieghi perché l'obiettivo non possa essere raggiunto con misure meno restrittive».

Amnesty e il green pass rafforzato

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Il Green pass rafforzato, inoltre, dovrà essere usato «come un dispositivo limitato nel tempo e - nello stesso tempo, l'Esecutivo dovrà - continuare a garantire che l'intera popolazione possa godere dei suoi diritti fondamentali, come il diritto all'istruzione, al lavoro e alle cure, con particolare attenzione ai pazienti non-Covid che hanno bisogno di interventi urgenti e non devono essere penalizzati. In ogni caso, Amnesty International Italia chiede che siano previste misure alternative - come l'uso di dispositivi di protezione e di test Covid-19 - per permettere anche alla popolazione non vaccinata di continuare a svolgere il proprio lavoro e di utilizzare i mezzi di trasporto, senza discriminazioni. Amnesty, infine, rivendica il diritto a manifestare pacificamente forme di dissenso e a garantire il diritto di cronaca degli operatori e delle operatrici dell'informazione, denunciando ogni atto di aggressione o violenza ingiustificata nei loro confronti.

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Foto: 123rf.com
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