In vigore il D.L. n. 120/2021 recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure di protezione civile che inasprisce le sanzioni sia penali che amministrative
incendio in un bosco

Incendi boschivi: cosa prevede il nuovo decreto legge

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Lo scorso 2 settembre il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi (di concerto con i Ministri della Giustizia, dell'Interno, della Difesa, dell'Economia e delle Finanze, per l'Innovazione tecnologica, della Transizione ecologica, per il Sud e la coesione territoriale, per gli Affari regionali, delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell'Università e della ricerca) ha approvato il decreto-legge 120/2021 (qui sotto allegato) volto a introdurre disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile.

Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 216 del 9 settembre 2021 e vigente dal giorno successivo, si è reso necessario a fronte dei numerosi episodi incendiari che hanno interessato nei mesi scorsi il nostro Paese con conseguenze drammatiche. Ed è per questo che l'Esecutivo a deciso di intervenire con norme che, non solo, puntano a rafforzare la prevenzione e la lotta attiva, ma altresì a inasprire le sanzioni, sia amministrative che penali, nei confronti dei piromani.

Vedi anche le guide Incendio doloso e Incendio colposo

Prevenzione e lotta attiva contro gli incendi

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In prima battuta, il Decreto si occupa di rafforzare il coordinamento, l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.

Per perseguire tale obiettivo viene affidato al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri il compito di stilare, con cadenza triennale, il Piano Nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri necessarie per una più adeguata prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, documento che andrà ad integrare la consueta pianificazione regionale.

A tal fine al Dipartimento della protezione civile è affidata la ricognizione e valutazione di strumenti innovativi, quali:
- tecnologie, anche satellitari, idonee all'integrazione dei sistemi previsionali, di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento dell'ambiente;
- mezzi aerei ad ala fissa, rotante o a pilotaggio remoto;
- mezzi terrestri;
- formazione del personale addetto alla lotta attiva.

Si prevede, inoltre, che il Dipartimento della protezione civile provveda a tale ricognizione e valutazione avvalendosi di un Comitato tecnico, costituito con Decreto del Capo del Dipartimento, del quale fanno parte qualificati rappresentanti dei Ministeri interessati, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Comando Carabinieri per la Tutela Forestale, delle Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano e dell'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia.

Stanziamenti operativi già dal 2021

Proprio in virtù dei drammatici eventi che si sono susseguiti recentemente nel nostro paese, nonché con l'obiettivo di rafforzare con urgenza la capacità operativa delle componenti statali impegnate nelle attività di lotta attiva contro gli incendi boschivi, il Ministero dell'Interno e il Ministero della Difesa, vengono autorizzati (già nel 2021) all'acquisizione di mezzi aerei, mezzi terrestri, attrezzature e strumentazioni utili alla lotta attiva agli incendi boschivi. L'acquisizione potrà avvenire già nell'anno in corso, con risorse aggiuntive a cui si affiancano le risorse disponibili nel PNRR nell'ambito della transizione ecologica.

Nell'ambito della Strategia per lo sviluppo delle aree interne, sono inoltre stanziati 100 milioni nel triennio 2021-2023 in favore degli enti territoriali impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi. Tali stanziamenti consentiranno di dare concreta attuazione a quanto previsto dai Piani antincendio boschivi approvati dalle Regioni, in particolare: contrastare l'abbandono di attività di cura del bosco, prevedere postazioni di atterraggio dei mezzi di soccorso, realizzare infrastrutture (ad esempio vasche di rifornimento idrico utili ad accelerare gli interventi di spegnimento degli incendi), predisporre vie di accesso e tracciati spartifuoco e manutenere le aree periurbane.

Incendio boschivo: aggravanti e attenuanti

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Il decreto inasprisce le sanzioni (sia amministrative che penali) in particolare per l'ipotesi in cui ad appiccare il fuoco sia chi avrebbe invece il compito di tutelare il territorio. Al riguardo viene introdotta una specifica aggravante che mira a colpire gli interessi degli autori degli illeciti, ad incentivare la collaborazione con le indagini e a favorire condotte volte alla riparazione del danno causato.

In dettaglio, se il delitto di cui all'art. 423-bis venga commesso con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti allo svolgimento di servizi nell'ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incedi boschivi, si applicherà la pena della reclusione da sette a dodici anni.

Allo stesso modo del "ravvedimento operoso" previsto per i reati ambientali, il D.L. introduce anche ipotesi di attenuazione di pena: salvo ricorra l'aggravante sopra descritta, viene prevista una diminuzione di pena nei confronti di chi si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provveda concretamente alla messa in sicurezza e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.

Riduzione di pena anche nei confronti di chi aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell'individuazione degli autori o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti.

Pene accessorie e confisca

Non mancano anche pene accessorie particolarmente pesanti nei confronti dei colpevoli di incendi boschivi. Il nuovo art. 423-ter c.p. introdotto dal decreto legge, infatti, prevede che la condanna alla reclusione non inferiore a due anni per incendio boschivo doloso importi l'estinzione del rapporto di lavoro o di impiego nei confronti del dipendente di amministrazioni o enti pubblici ovvero di enti a prevalente partecipazione pubblica.

Una condanna per il reato di cui all'art. 423-bis, primo comma, c.p., inoltre, comporterà l'interdizione da 5 a 10 anni dall'assunzione di incarichi o dallo svolgimento di servizi nell'ambito della lotta attiva contro gli incendi boschivi.

Un'altra norma introdotta dal D.L., ovvero l'art. 423-quater c.p., punta a colpire gli autori degli illeciti prevedendo si applichi la confisca. In dettaglio, in caso di condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti per il reato di incendio boschivo doloso, sarà sempre ordinata la confisca de beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato e delle cose che servirono a commetterlo, salvo appartengano a persone estranee.

Inoltre, in caso sia stata disposta tale confisca, ma la stessa non sia possibile, il giudice individuerà beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità e su di questi interverrà la confisca. Niente confisca, invece, qualora l'imputato abbia efficacemente provveduto al ripristino dello stato dei luoghi.
Scarica pdf Decreto Legge Incendi Boschivi n. 120/2021
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Foto: 123rf.com
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