Approvato dalle commissioni giustizia e affari sociali della Camera il testo base della proposta di legge sul rifiuto di trattamenti sanitari e sulla liceità dell'eutanasia
mano che tiene quella del malato per eutanasia

Fine vita: ok al testo base della legge sull'eutanasia

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Un passo avanti per il diritto all'eutanasia. Il testo base contenente "Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita" (sotto allegato) trova l'ok delle commissioni riunite giustizia e affari sociali della Camera a 2 anni dalla nota sentenza della Corte Costituzionale che ha imposto al legislatore una legge sul diritto a morire e a pochi mesi dal deposito del referendum dell'associazione Luca Coscioni che spinge per l'approvazione piena del "fine vita" volontario.

Come enuncia l'art. 1 del testo, si vuole disciplinare la facoltà della persona che risulta affetta da una patologia irreversibile o che presenta comunque una prognosi infausta, di poter chiedere la necessaria assistenza medica per porre fine volontariamente alla propria vita, nel rispetto non solo dei modi e dei limiti previsti dalla stessa legge, ma anche degli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione, dell'art. 8 della Convenzione Europea e degli articoli 1, 3, 4, 6 e 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

La Consulta sul suicidio formatosi liberamente

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Con questo testo base il Parlamento accoglie gli inviti della Corte Costituzionale di legiferare in materia.

Una delle sentenze chiave in materia, che ha reso impellente l'intervento del legislatore in materia, si ricorda, è la n. 242 del 24 settembre 2019, con cui la Consulta ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 580 del codice penale (istigazione o aiuto al suicidio), nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) - ovvero, quanto ai fatti anteriori alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, con modalità equivalenti nei sensi di cui in motivazione -, agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente".

Referendum fine vita

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Sempre sull'eutanasia il 20 aprile è stato depositato dall'Associazione Luca Coscioni, il quesito referendario con il quale si vuole legalizzare l'eutanasia, chiedendo la parziale abrogazione dell'art. 579 c.p che disciplina l'omicidio del consenziente e che prevede l'applicazione delle aggravanti se il fatto è commesso: "1) contro una persona minore degli anni diciotto; 2) contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un'altra infermità o per l'abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti; 3) contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno."

Morte volontaria: definizione e requisiti per la domanda

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Passando all'analisi del testo base si osserva che lo stesso è composto da 8 articoli, di cui il secondo è dedicato alla definizione di "morte volontaria medicalmente assistita", termine con il quale deve intendersi "il decesso cagionato da un atto autonomo con il quale, in esito al percorso disciplinato dalle norme della presente legge, si pone fine alla propria vita in modo volontario, dignitoso e consapevole con il supporto e la supervisione del Servizio Sanitario Nazionale."

Per dare concretezza al proposito del soggetto nel rispetto della legalità la legge richiede però la presenza di determinati requisiti e presupposti. Possono infatti fare domanda per morte volontaria medicalmente assistita solo i soggetti maggiorenni capaci e consapevoli di prendere decisioni se affette da sofferenze intollerabili che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • essere affette da patologie o condizioni cliniche irreversibili o con prognosi infausta;
  • essere tenute in vita da trattamenti di sostegno vitale;
  • essere sottoposte alle cure palliative e avere rifiutato espressamente il percorso assistenziale.

La domanda di morte volontaria medicalmente assistita per essere valida deve essere espressa in modo libero, esplicito, consapevole e informato.L'istanza deve essere espressa in forma scritta (art. 602 cc.) se le condizioni del paziente lo consentono. In caso contrario è possibile ricorrere all'impiego di dispositivi in grado di consentire al paziente di manifestare la propria volontà.

La richiesta, una volta espressa, deve essere indirizzata al medico di medicina generale che ha in cura il paziente o al medico di base.

Iter della richiesta di morte volontaria medicalmente assistita

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Il soggetto che fa richiesta di morte volontaria medicalmente assistita deve chiarire se desidera informare della sua decisione determinati soggetti che fanno parte della sua rete di amici e parenti. La procedura deve avvenire nel rispetto della persona e della sua dignità.

Il medico che riceve la richiesta di morte volontaria del paziente deve redigere un rapporto sulle condizioni che lo hanno determinato a compiere tale scelta e lo inoltra al Comitato etico della clinica territorialmente competente che ha 7 giorni di tempo per esprimere il proprio parere motivato.

La regolamentazione dei Comitati etici è rimessa a un decreto del Ministero della salute da emanarsi entro 180 giorni dall'approvazione del presente testo di legge.

Se il parere del Comitato è favorevole il medico lo trasmette, con tutta la documentazione in suo possesso, alla Direzione Sanitaria dell'Azienda Sanitaria Territoriale o alla Direzione Sanitaria dell'Azienda Sanitaria Ospedaliera di riferimento, che attiverà tutte le verifiche necessaria a garantire al paziente una morte dignitosa presso il domicilio o in una struttura residenziale o ospedaliera pubblica.

All'atto del decesso volontario, il medico, assistito eventualmente da uno psicologo, deve accertare la persistenza della volontà del paziente. Agli effetti di legge il decesso per morte volontaria è equiparata a tutti gli effetti alla morte per cause naturali.

Non punibilità del medico e del personale sanitario

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Il testo esclude la punibilità dei medici, del personale sanitario e di coloro che hanno agevolato la procedura di morte volontaria medicalmente assistita, nel rispetto della legge, per quanto riguarda i reati contemplati dagli articoli 580 (istigazione o aiuto al suicidio) e 593 (omissione di soccorso) del codice penale.

Punibilità esclusa altresì per coloro per sono stati condannati, anche con sentenza passata in giudicato, per aver agevolato la morte volontaria medicalmente assistita prima dell'entrata in vigore della presente legge, se al momento del decesso ricorrevano le seguenti condizioni:

  • richiesta formulata da maggiorenne capace d'intendere, la cui volontà è stata formulata liberamente, consapevolmente e accertata in modo inequivocabile;
  • istanza manifestata da soggetto affetto da patologia irreversibile o con esito infausto e tenuto in vita da cure per il sostegno vitale;
  • richiedente affetto da patologia fonte di gravi sofferenze fisiche e psicologiche e intollerabili rispetto a quanto sancito dall'art. 1 della legge n. 219/2017.
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Foto: 123rf.com
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