Come va valutato il periodo di malattia ai fini pensionistici, a chi spettano i contributi figurativi e come si richiedono
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Periodo di malattia: come va valutato ai fini pensionistici?

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La normativa di riferimento è la seguente:
- L'art. 38 comma 2 della Costituzione che recita: "I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria".
- L'art. 2110 c.c. che recita: "In caso d'infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge o le norme corporative non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un'indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità.
Nei casi indicati nel comma precedente, l'imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a norma dell'art. 2118, decorso il periodo stabilito dalla legge, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità.
Il periodo di assenza dal lavoro per una delle cause anzidette deve essere computato nell'anzianità di servizio".
Dalla normativa suindicata, si evince che il lavoratore ha diritto non solo alla retribuzione e all'indennità di malattia, ma ha anche diritto all'accredito dei contributi per la pensione.
Vediamo, ora, di capire, come la malattia influisce sulla pensione.

Indennità di malattia al lavoratore

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Nella maggior parte dei casi, se il lavoratore dipendente ha diritto di percepire l'indennità di malattia, l'Inps provvede ad accreditare i contributi figurativi per malattia, contributi utili ai fini della determinazione della pensione.
L'utilità di tali contributi, ai fini pensionistici, dipende da diversi fattori: categoria di appartenenza dell'iscritto, anzianità contributiva e i contributi posseduti.
Si noti bene: l'indennità per malattia ha un limite temporale, per cui terminata la stessa termina anche l'accredito da parte dell'Inps dei contributi previdenziali.

A quali categorie di lavoratori spetta l'indennità di malattia Inps?

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Spetta alle seguenti categorie di lavoratori, dietro invio telematico di certificato medico:
- Apprendisti
- Disoccupati
- Marittimi
- Lavoratori dell'agricoltura
- Operai del settore industria
- Operai, impiegati e quadri del settore terziario e servizi
- Lavoratori sospesi dal lavoro
- Lavoratori iscritti alla gestione separata
- Lavoratori dello spettacolo

Chi paga l'indennità?

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Di solito, l'indennità viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga, poi conguagliata con i contributi dovuti all'Inps.

I contributi spettano in caso di infortunio non lavorativo?

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L'infortunio non lavorativo, id est non verificatosi nel luogo di lavoro, è equiparato alla malattia.
In questa ipotesi - infortunio non lavorativo - per avere diritto all'accredito dei contributi gratuiti è necessario che:
- l'assicurato deve possedere almeno un contributo settimanale prima del periodo di malattia;
- iI periodo di malattia deve essere almeno di 7 giorni giustificati da certificato medico.

I contributi per malattia ai fini pensionistici in quali casi vengono riconosciuti?

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I casi sono:
1.malattia indennizzata;
2.malattia accertata tempestivamente;
3.malattia professionale;
4.malattia non indennizzata perché verificata in periodi non lavorati;
5.malattia che non dà diritto ad indennizzo;
6.infortunio sul lavoro.

Qual è il limite massimo accreditabile di contributi per malattia?

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Il limite massimo previsto è pari a 22 mesi di contributi corrispondenti a 96 settimane.

E'possibile superare tale limite massimo?

La risposta è positiva: il limite massimo è superabile nel caso in cui al dipendente assente per malattia sia riconosciuta una inabilità totale e permanente allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, a causa di infortunio sul lavoro. In questa ipotesi il lavoratore per avere diritto al periodo aggiuntivo deve rinunciare alla pensione di inabilità.

Come si richiede l'accredito dei contributi previdenziali o figurativi per malattia?

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Di norma l'accredito avviene automaticamente da parte dell'Inps.

Nell'ipotesi in cui l'Inps non sia in grado di ricavare gli elementi per il calcolo degli accrediti è necessario presentare domanda con allegata specifica documentazione: certificato di malattia, certificato di infortunio, cartelle ospedaliere comprovanti eventuale ricovero.

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