Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo decreto del governo Draghi: confermato il divieto di visite nelle zone rosse. No a ristoranti aperti la sera. Al lavoro per il nuovo Dpcm
parola lockdown

Il decreto legge valido fino al 27 marzo

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo decreto legge (in allegato) del governo di Mario Draghi, entrato in vigore dalla oggi, 24 febbraio. Il testo riporta i parametri per le zone bianche, gialle, arancioni e rosse. Riproposto il divieto di spostamento tra le regioni. Prevale la linea severa e fino al 27 marzo 2021, sono vietati in tutto il Paese gli spostamenti in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Sempre fino al 27 marzo 2021, è consentito, nella Zona gialla in ambito regionale e nella Zona arancione in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. La misura di cui al presente comma non si applica nella Zona rossa.

Il Nuovo dpcm

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L'Esecutivo è ala lavoro sul nuovo dpcm, contenente le misure anti-Covid. Nelle scorse ore il presidente del Consiglio ha fatto il punto a Palazzo Chigi con i ministri competenti in materia e con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico. L'obiettivo di Draghi è quello di coinvolgere il Parlamento nelle prossime scelte, come chiesto da più parti anche all'interno dello stesso governo. Superando, di fatto, i dpcm. Per il prossimo provvedimento, però, i tempi stringono e l'idea di ricorrere a un decreto legge sembra complicata da seguire, soprattutto se l'obiettivo è quello di comunicare le misure in anticipo. Più probabile, quindi, che si tratti ancora una volta di un dpcm.

Il ministro della Salute Speranza e gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico hanno frenato sulle riaperture di ristoranti e bar dopo le ore 18. Per il Cts, l'impianto del Dpcm in scadenza è dunque da riconfermare totalmente. Dunque l'invito è alla massima prudenza per la riapertura ristoranti la sera ma anche di cinema e teatri ed il pressing portato avanti dalle Regioni si scontra con le raccomandazioni del Cts. La preoccupazione è dettata dalla diffusione della variante inglese: per questo motivo sono sconsigliate le fughe in avanti. Per questo motivo anno il Cts ha detto di "no": alla riapertura di piscine e palestre, neanche per corsi individuali o per terapie riabilitative, all'apertura di sale gioco e sale bingo e ai corsi pomeridiani per bambini. Attività che potranno riaprire solo nelle zone in cui ci sarà un'incidenza di contagi non superiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti, le famose "zone bianche".

La nuova linea da adottare

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La linea della massima prudenza è stata ribadita dal ministro della Salute Roberto Speranza che, nel suo discorso in Senato ha spiegato «L'Rt si avvia a superare la soglia di 1, non ci sono le condizioni per allentare le misure». Mentre il nuovo Dpcm «varrà dal 6 marzo fino al 6 aprile». Il ministro ha aggiunto che non ci sono le condizioni per allentare le misure: «in Europa ci avviciniamo alla soglia di 1 contagiato ogni 10 abitanti». L'impianto dei colori dovrebbe rimanre, considerato che «sarebbe un grave errore se all'improvviso, senza alcuna evidenza scientifica, affrontassimo in modo diverso dagli altri Paesi l'emergenza. Differenziare le misure sul piano regionale legando le scelte a parametri scientifici ci consente di agire in modo proporzionale».

Poi il governo sentirà nuovamente le Regioni e il Cts, con lo scopo di arrivare a una decisione che non sia ridosso della scadenza, ma almeno 4 o 5 giorni prima. E così il nuovo Dpcm, a quanto filtra, vedrà la luce in anticipo rispetto alla scadenza di marzo.

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Foto: 123rf.com
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