La dichiarazione di successione è sempre obbligatoria a meno che non ricorrano dei casi particolari. Vediamo quali sono e quando si verificano
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Cos'è la dichiarazione di successione

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La dichiarazione di successione è una dichiarazione che va presentata, dopo la morte del defunto, all'Agenzia delle entrate dagli eredi o dai chiamati all'eredità del defunto.

Con essa, in sostanza, si fa una ricognizione di tutti i beni che appartenevano a quest'ultimo quando era in vita.

Obbligo di presentare la dichiarazione di successione

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La dichiarazione di successione, di regola, va presentata entro 12 mesi dalla morte.

Si tratta di uno degli adempimenti necessari in caso di successione, al quale si affiancano, ad esempio, l'obbligo di presentare la denuncia di morte entro 24 ore dal decesso e quello di riconsegnare i documenti (come la patente, la carta d'identità e il passaporto).

Vai alla guida Adempimenti in caso di successione

Dichiarazione di successione: quando non è obbligatoria

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Sebbene, come detto, di regola la dichiarazione di successione va obbligatoriamente presentata, vi sono alcuni casi in cui tale obbligo non sussiste.

I contribuenti sono esonerati da tale adempimento quando sussistono le seguenti condizioni:

  • gli eredi sono solo il coniuge e/o i parenti in linea retta;
  • l'attivo ereditario, ovverosia il patrimonio che viene trasmesso, non supera la cifra complessiva di 100mila euro;
  • l'eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Con riferimento a tali requisiti, si precisa che i parenti in linea diretta si intendono i figli e i genitori. Si precisa, inoltre, che l'attivo ereditario deve intendersi come attivo netto.

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Foto: 123rf.com
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