Come funziona il rimborso delle spese legali agli assolti con formula piena da parte dello Stato, introdotto dalla legge di bilancio 2021
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Processo penale, se perde lo Stato paga

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L'imputato assolto con sentenza divenuta irrevocabile "perché il fatto non sussiste", "perché non ha commesso il fatto" o "perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato" ha diritto al rimborso da parte dello Stato delle spese legali sostenute per la difesa, nel limite massimo di 10.500 euro. E' quanto prevede la legge di bilancio 2021 (commi 1015-1022).

Si tratta di una piccola somma rispetto ai costi, economici e umani, che riguardano i processi penali. Ma si tratta di un traguardo storico poiché per la prima volta nel nostro Paese muta l'approccio dello Stato rispetto all'accusato, riconoscendo la pena del processo, e il fatto che un innocente non dovrebbe pagarla ingiustamente.

Viene applicato, anche nel caso dello Stato il principio per cui chi perde paga. I fondamenti giuridici della norma stanno nella Costituzione, in particolare l'articolo 2, secondo il quale lo Stato riconosce e garantisce a ciascuno i propri diritti, senza ostacolarli o farli pagare indebitamente; l'articolo 24, che fornisce la definizione del diritto di difendersi in giudizio come un principio fondamentale; l'articolo 27, che collega la pena a un accertamento di colpevolezza, "il quale mostra i suoi limiti laddove l'imputato, pur scagionato con formula piena, si trovi di fatto sanzionato, perché costretto a pagare un'ingente somma pecuniaria che, per entità, di poco differirebbe da multe o ammende"; e il giusto processo dell'art. 111.

Come ottenere il rimborso delle spese legali

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Il rimborso, prevede ancora la legge n. 178/2020, è ripartito in tre quote annuali di pari importo, a partire dall'anno successivo in cui la sentenza è divenuta irrevocabile e non concorre alla formazione del reddito. Dovrà essere giustificato da fattura del difensore, contenente espressa indicazione della causale e dell'avvenuto pagamento, corredata di parere di congruità del competente Consiglio dell'ordine degli avvocati, nonchè di copia della sentenza di assoluzione con attestazione della cancelleria della sua irrevocabilità.

Il rimborso, si ricorda, non è riconosciuto nei casi di: assoluzione da uno o più capi d'imputazione e condanna per altri reati; estinzione del reato per avvenuta amnistia o prescrizione; sopravvenuta depenalizzazione dei fatti oggetto di imputazione.

Sarà un decreto del ministro della giustizia, di concerto con il Mef, da adottare entro 60 giorni, a definire i criteri e le modalità di erogazione dei rimborsi, attribuendo rilievo al numero dei gradi di giudizio cui l'assolto è stato sottoposto e alla durata del giudizio stesso.

Fondo per il rimborso delle spese legali agli innocenti

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Per far fronte all'erogazione dei rimborsi delle spese legali agli imputati assolti con formula piena, viene istituito un apposito fondo, con la dotazione di 8 milioni di euro annui, a decorrere dal 2021.

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