Forti le critiche contro le novità previste nel Decreto Ristori bis e le udienze d'appello in Camera di consiglio senza P.M. e difensori. AIGA e UCPI: "È una soppressione del giusto processo"
avvocati che tengono cartelli con punti interrogativi in segno di protesta

Decreto Ristori bis: le novità per la giustizia

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Nella notte tra il 6 e il 7 novembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato il D.L. Ristori-bis, provvedimento che si occupa di recare ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese a seguito delle nuove misure restrittive adottate per far fronte all'emergenza COVID-19.

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All'interno del provvedimento figurano anche alcune novità che coinvolgono il settore della giustizia, che si affiancano al pacchetto di misure già introdotto dal recente D.L. n. 137/2020 (c.d Decreto Ristori).In particolare, il nuovo decreto legge introduce misure urgenti per la decisione dei giudizi penali di appello e per la sospensione dei termini utili ai fini del computo della prescrizione, nonché dei termini di custodia cautelare nei procedimenti penali nel periodo dell'emergenza epidemiologica.

Tra l'altro, fino alla fine dell'emergenza, si prevede che, fuori dai casi di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, per la decisione sugli appelli proposti contro le sentenze di primo grado la corte di appello procederà in camera di consiglio, senza l'intervento del pubblico ministero e dei difensori, salvo che una delle parti private o il pubblico ministero faccia richiesta di discussione orale o che l'imputato manifesti la volontà di comparire.

Il legislatore mira in tal modo a una diminuzione degli accessi fisici negli uffici giudiziari e nelle cancellerie, e a consentire lo svolgimento dell'attività giurisdizionale nel grado di appello, il più critico per l'accumulo di arretrato. Tuttavia, la "cartolarizzazione" dell'udienza, con le Corti che nel periodo emergenziale sono chiamate a lavorare in camera di consiglio senza l'intervento di P.M. e difensori, raccoglie le pesanti critiche dell'avvocatura che parla di "la soppressione del giusto processo".

UCPI: "Modificare le norme del Ristori-bis sui processi d'appello"

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Per le Camere Penali, le novità del Decreto Ristori-bis determineranno una "perdita definitiva di oralità e immediatezza", con il processo di appello che "si trasforma in processo scritto, accentuandosi così la sua non condivisa funzione di mero controllo della valutazione del Primo Giudice".

Una tendenza "già conclamata dalle Sezioni Unite della Suprema Corte e in buona parte recepita dalla cd. Riforma Orlando: non solo il processo diviene scritto, ma si accentua il carattere monocratico della decisione, anche perché la camera di consiglio si terrà da remoto" si legge in una nota a firma della Giunta UCPI.

In tal modo, secondo i penalisti, "i giudici non condivideranno più gli atti e il luogo della deliberazione né sarà possibile conoscere se tutti i giudici avevano a disposizione al momento della decisione non solo gli atti del procedimento ma, ad esempio, i materiali di ricerca o di riferimento predisposti dal Giudice relatore".

Non mancano critiche anche ai previsti collegamenti da remoto, i quali "si terranno su piattaforme in grado di riprendere e registrare ciò che accade", mentre "la trasformazione normativa dell'abitazione del giudice quale luogo della camera di consiglio non può certo garantire da qualsiasi possibilità di intrusione".

Non manca una stoccata anche alla "esperta manina tecnica", in diretto dialogo con qualche forza politica della maggioranza, che avrebbe contribuito all'introduzione di norme in contraddizione con quanto precedentemente comunicato e discusso durante le consultazioni con operatori e associazioni di Avvocatura e Magistratura.

AIGA: "contrasto con giusto processo e ragionevole durata"

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Critica anche AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) che "stigmatizza le previsioni applicabili al processo penale contenute nel decreto Ristori bis, che di fatto vanificano la celebrazione del Giudizio di appello e scaricano sugli imputati le conseguenze dell'assenza di testimoni e consulenti tecnici, quando questi siano stati colpiti dal Covid o in isolamento fiduciario".

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In particolare, per i giovani avvocati le proposte dell'Esecutivo contrastano con il principio del giusto processo e della sua ragionevole durata, mentre va ribadita l'importanza della tutela del contraddittorio nel processo penale in ogni grado di giudizio.

L'appello, si legge nel comunicato dell'associazione, non deve essere considerato come "un inutile orpello", bensì come un giudizio previsto anzitutto a garanzia degli imputati innocenti che erroneamente siano stati riconosciuti colpevoli nel giudizio di primo grado, i quali non potranno essere adeguatamente tutelati con un processo solo "cartolare", che non tenga conto di quando venga chiesta la rinnovazione del dibattimento.
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Foto: 123rf.com
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