A rivelarlo è la nuova relazione semestrale dell'autorità Antitrust sul conflitto di interessi inviata alle due Camere

Le dichiarazioni patrimoniali dovute per legge

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Metà Governo non è in regola con le norme sul conflitto d'interesse. Così riferisce l'Autorità garante della concorrenza e del mercato nella nuova relazione semestrale inviata alle due Camere. A riportarlo è Italia Oggi. Ed i numeri rivelati parlano chiaro: 134 familiari dei 68 ministri e sottosegretari attualmente in carica (anche del presidente del consiglio) si sono rifiutati di inviare all'autorità nonostante numerosi solleciti le dichiarazioni patrimoniali dovute per legge. A garantire l'anonimato sui nomi dei nuclei familiari che hanno violato la legge, interviene la normativa sulla privacy.

La parte di familiari del Governo in regola

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A fronte di ciò sono invece i 174 familiari di ministri e sottosegretari che hanno trasmesso tutti i propri dati patrimoniali che vanno dal possesso di immobili, quote di partecipazioni in società, cariche ricoperte, beni mobili posseduti a titolo di investimento.

Norma contro il conflitto d'interessi

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Se da un lato i parenti di parlamentari e ministri possono rifiutare la pubblicazione on line delle loro dichiarazioni, all'Antitrust non possono sfuggire. La ratio è presto svelata: un ministro potrebbe essere in palese conflitto di interesse con la sua funzione, ma nascondere la cosa intestando magari la quota di una società o di uno studio professionale alla moglie o ai figli. Il conflitto sarebbe identico a prima, ma se si celano queste dichiarazioni l'Antitrust non sarebbe in grado di intervenire per farlo rimuovere. È assai grave dunque quella opacità sui propri patrimoni scelta da ben 134 familiari dei membri del governo in carica.

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