Il sottosegretario di Stato è un componente del governo che supporta l'attività del ministro di riferimento esercitando i compiti che gli sono delegati
palazzo Chigi sede del governo italiano

Sottosegretari del governo Draghi

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È notizia di questi giorni quella del via libera, da parte del Consiglio dei ministri, alla lista dei sottosegretari del governo Draghi.

Si tratta di un elenco frutto di una lunga trattativa, dalla quale sono usciti trentanove nomi: undici del Movimento cinque stelle, nove della Lega, sei di Forza Italia, sei del Partito democratico, due di Italia viva, uno di Leu, uno di +Europa, uno di Centro democratico e uno di Noi con l'Italia. A questi si aggiunge il sottosegretario alla presidenza del consiglio e si aggiungerà un altro sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport, per un totale di quarantuno.

Cogliamo l'occasione per fare luce su questa figura, ovverosia per capire chi sono e cosa fanno i sottosegretari di Stato.

Disciplina dei sottosegretari di Stato

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Il sottosegretario di Stato è una figura che è stata istituita per la prima volta in Italia dalla legge n. 5195/1888, in sostituzione del segretario generale. La Costituzione non ne fa cenno, ma il sottosegretario deve ritenersi parte della seconda categoria dell'ordine delle cariche della Repubblica italiana.

Attualmente, la relativa disciplina è dettata dall'articolo 10 della legge n. 400/1988.

Sottosegretari di Stato: chi sono

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I sottosegretari di Stato sono delle personalità di riferimento dei vari ministri, essendo chiamati a coadiuvarli esercitando i compiti che sono loro delegati con decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ai sottosegretari è data anche la possibilità di intervenire durante le sedute delle camere e delle commissioni parlamentari in rappresentanza del governo, di sostenere la discussione in conformità alle direttive che gli sono impartite dai ministri e di rispondere alle interrogazioni e alle interpellanze.

Su invito del presidente del Consiglio dei ministri, di intesa con il ministro competente, i sottosegretari possono anche partecipare alle sedute dell'esecutivo per riferire su argomenti e questioni relative a quanto agli stessi delegato, senza, tuttavia, acquisire diritto di voto.

Nomina sottosegretari di Stato

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La nomina dei sottosegretari di Stato è fatta con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro che il sottosegretario deve aiutare e dopo aver sentito il Consiglio dei ministri.

La scelta può riguardare anche (ma non necessariamente) dei membri del parlamento che, anche dopo la nomina, possono continuare a far parte della camera nella quale sono stati eletti.

Quanti sottosegretari

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In Italia si è assistito, negli ultimi anni, a un proliferare di sottosegretari di Stato.

In ogni caso, come attualmente previsto dall'articolo 2 del decreto legislativo numero 300/1999, il governo non può essere composto da più di sessantacinque personalità, compresi i ministri senza portafoglio, i sottosegretari di Stato e i viceministri.

Più precisamente, il nuovo comma 4-bis, introdotto dal decreto legge n. 1/2020, stabilisce che "Il numero dei Ministeri è stabilito in quattordici. Il numero totale dei componenti del Governo a qualsiasi titolo, ivi compresi Ministri senza portafoglio, vice Ministri e Sottosegretari, non può essere superiore a sessantacinque e la composizione del Governo deve essere coerente con il principio sancito nel secondo periodo del primo comma dell'articolo 51 della Costituzione".

Viceministro

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Ai sottosegretari può essere anche attribuito il titolo di viceministro, ma con un limite: ogni governo non può avere più di dieci viceministri.

L'attribuzione del titolo, più nel dettaglio, è possibile quando al sottosegretario sono conferite deleghe relative ad aree o progetti di competenza di una o più strutture dipartimentali o direzioni generali.

Valeria Zeppilli
Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com

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Foto: studiocataldi.it
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