L'importanza dell'educazione finanziaria e le categorie degli investitori: dal cliente al dettaglio al cliente professionale, vantaggi e svantaggi
uomo affari con soldi davanti a computer

Educazione finanziaria

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L'educazione finanziaria rappresenta un percorso di crescita fondamentale per prevenire gravi pregiudizi economici o evitare di incorrere in vere e proprie truffe (vedi Trading online: i segnali di allarme per riconoscere un broker scorretto).

E' utile, dunque, approfondire le categorie di classificazione degli investitori persone fisiche e i relativi vantaggi e svantaggi.

Le categorie degli investitori

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Per mera esigenza di sintesi, verranno trattate unicamente le classificazioni inerenti alle persone fisiche.

A tal riguardo, è opportuno sapere che l'investitore di regola viene classificato come "cliente al dettaglio" (retail), in virtù della direttiva 2014/65/UE (Mifid II), nonché del regolamento Consob n. 20307 del 2018.

La figura contrapposta a quella del cliente al dettaglio è rappresentata dal "cliente professionale".

Ora, per non appesantire la lettura, appare superfluo addentrarci nella disamina dei soggetti che sono classificati di diritto come clienti professionali, in quanto fuorviante e irrilevante per gli interessi del c.d. "investitore medio" che probabilmente sta leggendo il presente articolo.

Ragion per cui è, invece, interessante rilevare se il cliente al dettaglio possa essere qualificato come cliente professionale, a che condizioni e quali siano i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le categorie.

La richiesta per diventare cliente professionale

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Orbene, procediamo con ordine.

Come si è visto, tramite un criterio residuale, se un investitore persona fisica non può essere qualificato di diritto come cliente professionale, verrà classificato come cliente al dettaglio.

Tuttavia, il cliente retail ha la possibilità di chiedere per iscritto al proprio Intermediario finanziario di essere classificato come cliente professionale in generale o per qualche singolo investimento o servizio/prodotto. Il regolamento Consob n. 20307/2018, recependo la suddetta direttiva Mifid II, richiede la sussistenza di almeno due dei seguenti requisiti:

1) il cliente deve aver effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di dieci operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti;

2) il valore del portafoglio in strumenti finanziari del cliente, inclusi i depositi in contante e gli strumenti finanziari, supera euro 500.000,00;

3) il cliente lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.

L'accertamento dei requisiti dovrà avvenire sotto un profilo documentale, ancorché indiziario, non essendo sufficiente la mera dichiarazione del richiedente.

A livello procedurale il primo step è sicuramente rappresentato dalla richiesta per iscritto formulata dal cliente al proprio Broker finanziario.

In secondo luogo l'Intermediario dovrà informare per iscritto e in maniera chiara i benefici che verranno meno con la qualifica di cliente professionale.

Infine il cliente dovrà accettare sempre per iscritto tale informativa, dichiarando di averla compresa e di conoscere i rischi.

Quali sono i vantaggi e gli vantaggi della scelta?

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La scelta in discorso non è priva di conseguenze pratiche e giuridiche.

In primo luogo il cliente professionale non beneficia di un'intensa tutela informativa, proprio per via della sua natura esperta o presumibilmente tale.

Inoltre, cosa ben più importante, tendenzialmente i clienti professionali non possono fare domanda al Fondo di compensazione per gli investitori (sul punto vedi anche Trading con i broker online: attenzione alle truffe), laddove esistente nel Paese ove ha sede il Broker, proprio al fine di ottenere un indennizzo in caso di insolvenza del Broker medesimo (a titolo esemplificativo, visto il copioso numero di Intermediari finanziari esteri - ed, in particolare, ciprioti - che operano in Italia è bene sapere che l'I.C.F. - ossia l'Investor Compensation Fund cipriota - non consente ai clienti professionali di presentare domanda in caso di default del proprio Broker finanziario).

Sotto un profilo tecnico, giova rilevare come l'investitore professionale possa ricevere dei bonus parametrati ai suoi depositi, nonché utilizzare alcuni strumenti finanziari altrimenti preclusi (si pensi alla possibilità di investire con una leva superiore al limite fissato di 1:30).

Da ultimo è appena il caso di rilevare come molti Broker esteri, purtroppo, abbiano di recente permesso ai propri clienti retail di conseguire la qualifica di cliente professionale senza che vi fossero i presupposti summenzionati al paragrafo precedente.

Tuttavia, la condotta illecita in parola, può astrattamente consentire al trader di avanzare una domanda di risarcimento del danno nei confronti dell'Intermediario finanziario dimostratosi scorretto.

Avv. Bruno Acquas

Via Roma 149 - Cagliari

brunoacquas@yahoo.it/070670212

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Foto: 123rf.com
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