Dal 1° settembre 2020 abolito il superticket, il balzello con cui le Regioni facevano pagare ai soggetti non esenti le prestazioni specialistiche
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1 settembre 2020 abolito il superticket

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Su Facebook il Ministro Speranza alle 00.18 del 29 agosto 2020 scrive "Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione. Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal 1 settembre. Il Superticket è abolito e nessuno lo pagherà più."

Cos'è il superticket

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Ricordiamo che il superticket è una tassa che i contribuenti pagano alla Regione nel momento in cui devono sottoporsi a visite specialistiche ed esami di laboratorio. Il superticket è quindi una quota che grava sul contribuente, che in questo modo partecipa al costo delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. L'importo massimo previsto è di 10 euro, che si va ad aggiunger al costo che i cittadini già sostengono per il ticket ordinario.

Introduzione del superticket

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Il superticket è stato introdotto dal Governo Prodi nel 2006, anche se è stato attuato con la Finanziaria del 2011. Scopo di questo balzello? Aumentare le entrate delle Regioni.

C'è da dire però che il superticket non ha avuto lo stesso riscontro e la stessa applicazione nelle varie Regioni italiane. Alcune infatti hanno deciso di non applicarlo, altre invece di modularlo in base ai redditi dei cittadini o al tipo di prestazione erogata. Stante però l'evidente disparità di trattamento derivante da questa libertà applicativa rimessa elle Regioni, nel tempo l'esigenza di intervenire sulla misura si è fatta sentire con un'urgenza sempre crescente.

Chi non pagava il superticket

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Dal punto di vista applicativo però, occorre ricordare che non tutti erano tenuti al pagamento del superticket. Ne erano infatti esonerati i soggetti esenti, ossia coloro che risultavano affetti da determinate patologie, da coloro che avevano un'età anagrafica inferiore ai 6 anni o superiore ai 65, dai titolari di pensione sociale o minima, dagli invalidi civili, o da coloro che erano invalidi di guerra, per motivi lavoro o di servizio.

In sostanza quindi pagavano il superticket tutti coloro con età compresa tra i 6 e i 65 anni e i titolari di redditi superiori ai 30.150 euro. Soggetti che d'ora in poi saranno gravati solo dal ticket previsto per le prestazioni sanitarie specialistiche, di diagnostica strumentale e di laboratorio e nel caso in cui debbano acquistare medicinali specifici.

Cosa succede con l'abolizione del superticket

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L'abolizione del superticket da domani 1 settembre 2020 è il frutto della manovra di bilancio 2020, che al comma 446 dell'art 1 ha previsto infatti che "Nelle more della revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell'accesso alle cure (...) a decorrere dal 1° settembre 2020, la quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati (…) e' abolita. A decorrere dalla stessa data cessano le misure alternative adottate dalle regioni ai sensi della lettera p-bis) del medesimo comma 796." Per fare fronte alle minore entrate delle Regioni lo Stato, propri o con la manovra finanziaria 2020 ha stanziato per il 2020 185 milioni di euro."

Le Regioni quindi, a fronte della minori entrate derivante dalla suddetta abolizione, riceveranno dallo Stato i fondi necessari per sostenere i costi sanitari che prima venivano coperti dal superticket, in attesa di realizzare una revisione complessiva del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria, che tenga conto delle reali condizioni economiche dei cittadini.

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Foto: 123rf.com
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