Secondo i giovani avvocati l'esistenza di circa 200 protocolli diversi nel Paese determina una ingiusta sperequazione del diritto di difesa
avvocato in toga sfoglia codice

di Gabriella Lax - Coronavirus e Fase 2, l'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) dice "no" al federalismo giudiziario. In una nota i giovani avvocati sottolineano che l'esistenza di circa 200 protocolli diversi nel Paese determina una ingiusta sperequazione del diritto di difesa.

Ineguaglianze nel diritto alla difesa, Aiga: «Intervenga il governo»

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In premessa, Aiga ribadisce quanto inidonea e nociva sia la "gestione locale" della giustizia, dopo il 12 maggio 2020 con l'inizio della fase 2 della pandemia. Una fase che sta determinando nell'avvocatura tutta confusione e malcontento, oltre che numerosi problemi interpretativi ed applicativi. Per quanto riguarda le ineguaglianze relative al diritto alla difesa chiarisce il presidente. Antonio De Angelis «richiede un immediato intervento da parte del Governo, prevedendo in modo uniforme, per tutte le ipotesi di trattazione scritta, sia la tipologia dei giudizi in cui essa debba essere applicata sia i termini e i modi in cui detta trattazione dovrà eseguirsi su tutto il territorio Nazionale».

Aiga invoca intervento normativo uniforme

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L'Aiga sottolinea ancora la necessità di un intervento normativo uniforme che garantisca la trattazione scritta con modalità certe ed univoche nei differenti Tribunali d'Italia. «In uno Stato di Diritto che si rispetti - aggiungono l'avv. Anna Lops, Responsabile dell'Ufficio Legislativo Aiga, e l'Avv. Valerio A. Vinelli, Coordinatore del Dipartimento Nazionale Aiga di Civile e Procedura Civile -non è pensabile che possa lasciarsi all'autodeterminazione del singolo Capo dell'Ufficio Giudiziario la modalità di trattazione delle udienze, comportando ciò, tra l'altro, una ingiusta deresponsabilizzazione del Ministro della Giustizia in un campo che è di Suo esclusivo appannaggio, in questo periodo emergenziale».

Aiga contro il federalismo giudiziario

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Da qui la richiesta ferma, al guardasigilli Alfonso Bonafede, di un intervento immediato e risoluto, concertato con le rappresentanze dell'Avvocatura e della Magistratura, finalizzato ad evitare la creazione di «un federalismo giudiziario non degno di uno Stato di diritto».

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Foto: 123rf.com
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