A causa dell'emergenza Coronavirus, il ddl sull'uso dei DAE in ambiente extraospedaliero è fermo al Senato. Un appello dei professionisti del settore ne sollecita l'approvazione
defibrillatore automatico in una strada italiana
di Lucia Izzo - Lo scorso 30 luglio, l'Assemblea della Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge recante "Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero".

Defibrillatori: la legge in arrivo

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Si tratta di un provvedimento diretto a favorire e a disciplinare la dotazione e l'utilizzo dei defibrillatori in diversi luoghi e situazioni, anche da parte di soggetti non specificamente formati, regolando il collegamento e l'interazione con la rete dell'emergenza territoriale 118, e promuovendo campagne di informazione e sensibilizzazione, nonché l'introduzione di specifici insegnamenti, anche negli istituti di istruzione primaria e secondaria.
Il testo, poi trasmesso al Senato, aveva raccolto un ampio e pressochè unanime consenso bipartisan in Parlamento che aveva lasciato presagire l'imminente approvazione definitiva. Addirittura, si era ipotizzato di veder realizzata questa "legge di civiltà", a detta di molti, entro la fine del 2019, ma così non è stato (per approfondimenti Defibrillatori ovunque: legge in arrivo).
Il d.d.l., infatti, si è "arenato" a Piazza Madama, ma le motivazioni che hanno sensibilizzato il legislatore a intervenire sul tema dei DAE (defibrillatori semiautomatici e automatici esterni), favorendone la progressiva diffusione e utilizzazione fuori dagli ospedali, sono ancora validissime e più granitiche che mai.

DAE: perchè il ddl è fermo al Senato

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Il d.d.l. è rimasto bloccato in Commissione Igiene e sanità al Senato a seguito dell'emergenza Coronavirus. Infatti, la maggior parte dell'attività del Parlamento, in questo periodo, si è soffermata sulla valutazione dei provvedimenti d'urgenza adottati dal Governo.
"Pensavamo di recuperare subito in febbraio lo stallo riprendendo rapidamente i lavori dopo la vacanza della presidenza, ma l'emergenza Covid-19 ha bloccato i lavori e l'attività delle commissioni è riservata all'esame dei provvedimenti del governo" ha spiegato Stefano Collina, presidente della commissione Igiene e sanità di palazzo Madama soggiungendo che "appena ci sarà la ripresa abbiamo in programma la discussione generale per arrivare rapidamente al via libera di questo provvedimento e di quelli su fibromialgia ed epilessia".

Liberiamo l'uso del defibrillatore: l'appello di associazioni e professionisti

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Per queste ragioni, associazioni e professionisti sanitari, in primis l'Associazione Italiana Cuore e Rianimazione "Lorenzo Greco" Onlus, hanno sottoscritto un appello per sollecitare l'approvazione del d.d.l. che è stato inviato, tra gli altri, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato.
Come si legge nel documento (qui sotto allegato) "l'arresto cardiaco continua a colpire in Italia oltre 65000 cittadini ogni anno (200 al giorno)" e, inoltre, "la pandemia del Coronavirus ha sicuramente fatto aumentare anche i casi di arresto cardiaco extra-ospedaliero, soprattutto nelle zone rosse con anche percentuali maggiori di 10 punti rispetto allo stesso periodo dell'anno. Società scientifiche, studi ed esperti sono concordi nell'affermare che tante persone a casa hanno sottovalutato i sintomi e ritardato la chiamata ai soccorsi per la paura di contagi".
In particolare, si rappresenta come il defibrillatore sia "l'unico strumento in grado di riconoscere e risolvere le aritmie cardiache maligne che potrebbe far aumentare la sopravvivenza da arresto cardiaco fino al 60% diversamente dall'attuale 5% nazionale".
Sono infatti molti gli episodi di arresto cardiaco, avvenuti innanzi a testimoni, con un tragico epilogo dovuto, "oltre al palese ritardo o mancato soccorso" anche "all'impossibilità di far ripartire il cuore attraverso l'uso del defibrillatore ancora purtroppo considerato strumento "pericoloso e non necessario".

Le richieste: DAE a scuola e nei luoghi di lavoro

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Tanto premesso, i sottoscrittori chiedono che "siano cardioprotetti obbligatoriamente tutti i plessi scolastici" e diffusa, tra gli insegnanti e il personale ATA, la conoscenza delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e l'uso del defibrillatore. Infatti, molti episodi hanno riguardato anche giovani studenti in altrettanti contesti scolastici.
Ancora, si richiede che il defibrillatore (DAE) rientri nelle dotazioni obbligatorie di ogni luogo di lavoro ricomprendendo lo stesso nella Valutazione dei Rischi prevista dal d.lgs. 81/2008 a tutela della salute dei lavoratori.
Inoltre, ha spiegato al Sole 24 Ore, Marcello Segre, presidente dell'Associazione dedicata a Lorenzo Greco, "abbiano anche chiesto che i prefetti sollecitino il coordinamento di forze dell'ordine e vigili del fuoco dotati di defibrillatori sui mezzi mobili per intervenire in modo integrato".
Tra le richieste emerge anche quella di semplificare l'attuale normativa relativa ai corsi per l'uso del defibrillatore, spingendo per l'adozione di un'unica legge nazionale "che veda nella formazione dei cosiddetti laici anche solo formatori laici senza possibilità da parte delle Regioni di legiferare con proprie assurde e discordanti disposizioni che hanno di fatto limitato la diffusione della cultura dell'importanza della defibrillazione precoce, diminuendo conseguentemente la possibilità di salvare vite".
Scarica pdf Sollecito approvazione D.D.L. 1441 DAE
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Foto: 123rf.com
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