Nella bozza del decreto rilancio le opzioni: maxi detrazione fiscale o sconto del 120% sulla fattura per i lavori di ristrutturazione casa
case in affitto impilate su colonna di soldi

di Gabriella Lax - Ecobonus e sismabonus, misure per l'edilizia 2020. Il decreto rilancio (ex decreto Maggio) aumenta l'aliquota di detrazione: credito d'imposta al 120% per interventi di riduzione del rischio sismico, sostituzione di impianti termici e installazione di impianti fotovoltaici su edifici. In alternativa alla detrazione diretta, sconto del 100% sul corrispettivo dell'impresa impiegata, la quale, otterrà un credito di imposta del 120% da usare in compensazione.

Fase 2, il governo punta sull'edilizia per il rilancio

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Nel decreto rilancio, l'Esecutivo cerca il modo di ripartire proprio dall'edilizia. Di questa strategia fa parte il rafforzamento di ecobonus e sismabonus: percentuale di detrazione al 120% tra le proposte avanzate dai ministeri per il decreto rilancio che la prossima settimana sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Come cambieranno Ecobonus e Sismabonus

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Attualmente l'Ecobonus prevede una detrazione del 50% o del 65% in relazione al tipo di intervento. Con l'ecobonus in condominio si può arrivare ad ottenere un rimborso del 75% in dieci anni e con il sismabonus un rimborso dell'85% in cinque anni. Obiettivo del Governo è un aumento della detrazione fino al 120% per le spese sostenute dall'1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, per gli interventi che riguardano: isolamento termico facciate o coperture, sostituzione impianti termici, sostituzione impianti a gasolio, impianti fotovoltaici o di micro-generazione.

Anche per il Sismabonus la detrazione viene portata fino al 120% laddove gli interventi comportino una riduzione del rischio sismico di una classe inferiore o se realizzati nelle parti comuni degli edifici tramite demolizione e ricostruzione dell'intero immobile, o, ancora, se realizzati nei comuni collocati nelle zone a rischio 1, 2 o 3.

Fotovoltaico, le novità

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Per il fotovoltaico, la detrazione, non cumulabile con gli altri incentivi, è pari al 120% (nel limite di 48mila euro) per le spese sostenute nel triennio 2020/2022.

Alternative ai bonus

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In alternativa alla detrazione vera e propria, i contribuenti potranno scegliere lo sconto sul corrispettivo dovuto all'impresa che ha eseguito l'intervento, corrispondente al 100% delle spese sostenute. L'impresa, a su volta, potrà ottenere un credito d'imposta del 120% delle spese sostenute, da usare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo.

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Foto: 123rf.com
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