Ma già dal 14 aprile alcune attività, come librerie e cartolerie, riaprono. Il premier Conte in diretta ha confermato lo stop. Sull'Europa: "Solo primo passo"
Conte in conferenza stampa il 10 aprile

di Gabriella Lax - Dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l'annuncio di un nuovo decreto appena firmato che prolunga la quarantena per il Paese fino al 3 maggio.

Coronavirus, bisognerà aspettare fino al 4 maggio

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È quella del 4 maggio la data prevista per un allentamento delle pesanti restrizioni in atto da più di un mese. Prevista per quel giorno, che al momento appare così lontano, una diminuzione significativa della stretta per gli italiani costretti da settimane in casa per l'esigenza di contenere il coronavirus. Per anziani e persone più a rischio invece i tempi saranno più lunghi. Conte annuncia l'istituzione di un gruppo di lavoro dei esperti e un protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già siglato con le parti sociali, un testo base da cui partire.

Coronavirus, dal 14 aprile i primi cambiamenti

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Il nuovo decreto annunciato dal premier Conte apre un piccolo spiraglio e prevede l'apertura della saracinesche per cartolerie e librerie dal prossimo 14 aprile.

Assieme a loro anche le aziende che fabbricano macchine agricole, quelle che essiccano o lavorano il legno e le imprese di silvicoltura e, forse, i negozi di abbigliamento per neonati.

Coronavirus, costituito il Comitato scientifico

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Ma come mai il premier ha deciso di prolungare per altre tre settimane la quarantena? La risposta forse arriva grazie ai suggerimenti degli esperti del Comitato tecnico scientifico appena costituito per superare i ponti del 25 aprile e del Primo maggio perché si teme che in queste occasioni ci possano essere pericolosissime infrazioni di massa del lockdown. In caso contrario spiega «potremmo perdere tutti i risultati positivi acquisiti, non possiamo permetterci ad una ricrescita della curva dei contagi». L'obiettivo promesso è «Allentare il prima possibile le misure per le attività produttive per far ripartire a pieno regime il Paese».

Europa: solo Eurobond e fondo disponibile subito

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Le proposte che ieri sono state messe sul tavolo dai leader dell'Eurogruppo sono un primo passo verso la risposta europea ha detto Conte. Un primo passo che l'Italia "giudica ancora insufficiente. Su questa base occorre lavorare ancora per costruire qualcosa di ancora più ambizioso". La principale battaglia che l'Italia deve condurre sui tavoli europei è "un fondo che deve essere finanziato con una vera e propria condivisione economica dello sforzo come ad esempio gli Eurobond". "Come in un'economia di guerra" ha rincarato il premier. "Il fondo deve essere anche disponibile subito perchè se arriveremo tardi sarà insufficiente perchè deprimeremo ancora di più il tessuto socioeconomico e la somma non basterà". Bocciato in toto il Mes: "l'Italia non ha bisogno del Mes in quanto strumento inadeguato" ha sentenziato il premier.

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Foto: 123rf.com
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