Dalle parole del capo della protezione civile Borrelli, le misure contro il coronavirus andranno ben oltre il 13 aprile e cambieranno anche le nostre abitudini
operatori in tuta contro coronavirus

di Gabriella Lax - Che le misure contro il coronavirus si sarebbero protratte ben oltre il 13 aprile era chiaro. A dare qualche spunto di pensiero in più ci pensa Angelo Borrelli, capo della protezione civile, nel corso di interviste radiofoniche a Radio Capital e Rai Radio 1.

Coronavirus, a casa oltre il primo maggio

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«Credo proprio che anche l'1 maggio staremo a casa - ha spiegato Borrelli- non credo che passerà questa situazione per quella data. Purtroppo non credo che questa situazione così impegnativa passerà il primo maggio». È d'obbligo, secondo il numero uno della Protezione civile «essere rigorosissimi, soprattutto credo cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali: dovremo mantenere il distanziamento sociale».

Coronavirus, quando inizierà la fase due?

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Quello che tutti anelano sapere è quando si passerà alla cosiddetta "fase due", come l'ha definita in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte. Nella gradualità legata alle conseguenze dell'emergenza del contagio il presidente del consiglio ha spiegato che, oltre il 13 aprile, in base alle indicazioni degli esperti si stabilirà la possibilità o meno di entrare nella fase (due, nds) di allentamento graduale, per poi passare alla fase 3 di uscita dall'emergenza, di ricostruzione, del rilancio. Secondo le previsioni di Borrelli questa fase due, con l'allentamento delle misure di contenimento, potrebbe cominciare il 16 maggio. Ma chiarisce «al momento non si possono dare date certe perché tutto dipende dall'andamento delle curve dell'epidemia».

Coronavirus, il futuro secondo il comitato tecnico scientifico

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Le decisioni politiche verranno prese, ha spiegato più di una volta Conte, in base però a leggi scientifiche che non toccano sicuramente ai politici. Secondo il comitato tecnico scientifico allora, sarà decisivo avere sotto controllo il fattore R0, ossia la velocità del contagio (che dovrà scendere sotto l'1). Fondamentalo poi uno screening su campioni di popolazione per trovare la percentuale degli immunizzati perché, magari inconsapevolmente, una parte dei cittadini è stata positiva e ha sviluppato gli anticorpi. Mai abbassare la guardia con le categorie più in pericolo: i portatori di patologie, gli anziani, e tenere d'occhio case di riposo ed rsa. Al vaglio E poi sono in corso valutazioni sull'uso di un sistema di mappatura dei contagi, tramite app, usando la tecnologia bluetooth, che sarebbe più affidabile del gps o delle classiche celle telefoniche in fatto di geolocalizzazione delle persone.

Coronavirus, come cambieranno le nostre abitudini

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Se un miglioramento c'è nel trend generale dei contagi lo si può annoverare tra le conseguenze del rigore dei decreti emanati. «Bisogna andare avanti con il massimo rigore - afferma Borrelli- anche la circolare del Viminale di fatto non sposta i termini dei comportamenti. Dobbiamo fare attenzione per evitare che la catena dei contagi ci sfugga di mano. L'ora d'aria per i bambini non è autorizzata, è una misura non ancora operativa, bisogna rispettare le regole di prudenza e stare in casa». Ma, infine, il pensiero va al modo in cui cambieranno le nostre abitudini: l'uso delle mascherine, le relazioni a distanza di sicurezza. «È uno scenario possibile - chiude Borrelli - gli esperti della parte tecnico-scientifica ci diranno quali saranno le modalità operative della ripresa. Sicuramente le mascherine servono, ma servono soprattutto i comportamenti responsabili. Le mascherine sono ancora un problema, non per i sanitari perché in queste settimane stanno arrivando carichi importanti dall'estero».

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(04/04/2020 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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