Associazione Coscioni lancia i podcast con ricercatori per ribadire l'importanza del metodo scientifico, tema al centro del recente Congresso Mondiale organizzato in Etiopia
immagine sul coronavirus

di Gabriella Lax - Coronavirus, c'è un modello matematico in grado di prevedere il trend di diffusione. E, per questo, l'Associazione Coscioni lancia i podcast con ricercatori per ribadire l'importanza del metodo scientifico, tema al centro del recente Congresso Mondiale organizzato in Etiopia.

Un modello matematico virtuoso

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Esisterebbe dunque «un modello matematico virtuoso che aiuta a sfruttare il divario esistente tra le regioni più colpite dal coronavirus e quelle meno toccate, per ottimizzare le risorse e scongiurare il collasso degli ospedali». Ad affermarlo in una nota diffusa dall'associazione Coscioni, è Enrico Bucci, professore di Biologia presso la Temple University di Philadelphia che, insieme a Enzo Marinari, Professore Ordinario di Fisica Teorica dell'Università La Sapienza di Roma, e Giorgio Parisi, Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, ha messo a punto come risorsa fondamentale di studio e risposta concreta alla diffusione del coronavirus in Italia.

Coronavirus, il trend dei decessi

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Bucci colloquiando con il presidente di Science for democracy Marco Perduca (coordinatore tra l'altro del recente Congresso Mondiale sulla Libertà di Scienza) - ai microfoni di Agenda Podcast - ha spiegato l'importanza dell'adozione di un modello matematico di previsione in questa fase di estrema diffusione del virus, che «sta registrando un trend di decessi giornalieri superiore a quello cinese, in rapporto alla popolazione».

Metodo scientifico per capire in anticipo le fasi del contagio

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«In tutte le regioni italiane la situazione è la stessa - spiega Bucci - è solo una questione di tempo. Impostare la prevenzione sul metodo scientifico consente di prevedere e capire in anticipo le fasi del contagio, in modo da poter agire in maniera immediata sull'organizzazione ospedaliera della regione interessata e di quelle adiacenti, evitando il più possibile il collasso delle terapie intensive e degli ospedali italiani - in conclusione - Il Piemonte grazie a questo modello ha osservato cosa era previsto per la sua regione e ha conseguentemente adottato delle misure, grazie alle quali ha potuto fronteggiare in maniera efficace i primi giorni di salita dell'epidemia nei suoi ospedali».

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(12/03/2020 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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