La società sanzionata per aver ostacolato lo sviluppo della fibra. Pagamento procrastinato in virtù dell'emergenza da coronavirus
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di Gabriella Lax - L'Antitrust commina una multa milionaria a Tim. Si è concluso il 25 febbraio scorso il procedimento A514, che ha accertato come Tim abbia posto in essere una strategia anticoncorrenziale per ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga.

Antitrust, Tim ha ostacolato lo sviluppo della fibra

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Secondo l'Antitrust, che ha ritenuto di doverne sanzionare la condotta, Tim avrebbe ritardato nelle aree dove ce ne sarebbe stato più bisogno lo sviluppo della fibra nella sua forma più innovativa, ovvero l'FTTH (Fiber To The Home).

I fatti avrebbero riguardato le cosiddette aree "bianche", quelle dove, in assenza di sussidi, il mercato non giustificherebbe l'infrastrutturazione innovativa. Nello specifico le condotte di Tim sono risultate indirizzate a preservare il suo potere di mercato nella fornitura dei servizi di accesso alla rete fissa e dei servizi di telecomunicazioni alla clientela finale.

Ancora, Tim avrebbe posto ostacoli all'ingresso di altri concorrenti, impedendo sia una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, sia il regolare confronto competitivo nel mercato dei servizi al dettaglio rivolti alla clientela finale. L'Autorità ha accertato che TIM ha ostacolato lo svolgimento delle gare, indette nell'ambito della Strategia nazionale banda ultra-larga del Governo, per il sostegno agli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga nelle aree più svantaggiate del territorio nazionale (cosiddette aree bianche).

In particolare, TIM ha deciso una modifica non profittevole dei piani di copertura di tali aree durante lo svolgimento delle le gare ed ha intrapreso, contestualmente, iniziative legali strumentalmente rivolte a ritardare le medesime.

Tale comportamento appare particolarmente grave in quanto i suddetti ritardi producono i loro effetti in una situazione complessiva che vede il nostro Paese già strutturalmente indietro di ben 18 punti percentuali rispetto alle altre economie europee in termini di copertura della FTTH.

La rimodulazione dell'offerta fatta da Tim

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Inoltre, Tim ha effettuato una rimodulazione della propria offerta di servizi di accesso alla rete in fibra ottica, valida per l'intero territorio nazionale, finalizzata a prosciugare preventivamente il bacino di domanda contendibile dagli altri operatori, anche attraverso un abbassamento al di sotto del livello di costo dei prezzi di alcuni servizi. Sul mercato dei servizi di telecomunicazioni alla clientela finale, Tim ha immesso in commercio offerte promozionali inclusive di elementi idonei a legare contrattualmente il cliente per una durata temporale eccessiva.

Antitrust, le sanzioni comminate a Tim

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L'Antitrust ha deciso di imporre una sanzione pecuniaria di circa 116 milioni di euro, bilanciando la necessità di garantire la necessaria deterrenza rispetto a possibili future condotte con l'esigenza che la sanzione non sia ingiustificatamente afflittiva.

La decisione ha tenuto conto che la Tim, nella fase finale dell'istruttoria, ha fatto in modo che le offerte promozionali presentassero delle condizioni economiche complessive replicabili da altri operatori concorrenti. Tuttavia le evidenze agli atti non hanno consentito di ritenere confermata l'ipotesi istruttoria formulata nel provvedimento di estensione oggettiva, in ordine al profilo per il quale la strategia abusiva sarebbe stata realizzata anche mediante l'utilizzo delle informazioni privilegiate riguardanti la clientela degli operatori alternativi nel mercato retail.

Gli elementi istruttori raccolti riguardo a quest'ultima condotta non hanno consentito di ritenere che il fenomeno delle malpractice sia riconducibile nell'ambito del complesso disegno strategico configurato e posto in essere da Tim, mostrando invece una preoccupazione piuttosto forte in Tim rispetto al fenomeno in questione.

Nello stesso tempo non è apparsa imputabile a Tim neppure un'inerzia rispetto al prodursi del fenomeno, considerate le numerose iniziative poste in essere da TIM aventi una finalità di contenimento del rischio di utilizzo strumentale delle informazioni sulle attività di rete. Infine, considerato il difficile momento per l'economia del Paese per l'epidemia di coronavirus in corso, l'Autorità ha deciso che la sanzione potrà essere pagata entro il 1 ottobre 2020.

Tim: "Sanzione ingiustificata, presenteremo ricorso"

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A stretto giro di posta, arriva la reazione della società che minaccia di fare ricorso. "Tim prende atto della decisione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) per comportamenti risalenti ad anni fa nei confronti della quale presenterà ricorso alla giustizia amministrativa".

Il provvedimento dell'Agcm, si legge nella nota, "suscita inoltre perplessità, anche perché le presunte condotte anticompetitive di Tim vengono valutate in maniera del tutto diversa dal Regolatore del settore (Agcom)". Infatti, sottolinea la Tim, Agcom "si è in più occasioni occupata dei temi trattati nell'istruttoria, adottando regolamentazioni specifiche su gran parte delle fattispecie oggetto del provvedimento". L'Autorità Antitrust, rileva, "ha comunque valutato positivamente il fatto che Tim ha immediatamente bloccato gli investimenti nelle Aree Bianche, non ha mai commercializzato i propri servizi ultrabroadband e ha rinunciato a tutti i contenziosi in essere sulle gare Infratel coinvolgenti Open Fiber".

Inoltre, l'Autorità, si legge nella nota, "ha riconosciuto il valore delle importanti iniziative realizzate recentemente da Tim per favorire lo sviluppo della concorrenza, anche infrastrutturale, nel mercato della banda ultralarga: il lancio di un piano per la realizzazione di reti in fibra in 39 città, invitando i concorrenti interessati al coinvestimento, per ridurre costi e tempi di completamento, e l'introduzione di nuove e più convenienti offerte per i concorrenti per la realizzazione di reti proprietarie in fibra".

A fronte dei rilievi mossi dall'Agcm, Tim "ha dimostrato con dati di fatto e analisi di terzi indipendenti che le azioni contestate non hanno prodotto alcun effetto distorsivo sul mercato. La principale contestazione oggetto della decisione fa riferimento a un progetto di investimento nelle aree a fallimento di mercato (cosiddette Aree Bianche), considerato da Agcm abusivo nei confronti di Open Fiber che, in tali aree, dovrebbe costruire con soldi pubblici un'infrastruttura in fibra che arrivi nelle case (così come richiamato dall'Agcm), cosa che invece non è avvenuta come anche evidenziato in diverse sedi istituzionali". Per cui, conclude Tim, "desta stupore ricevere una sanzione per aver ipotizzato di investire risorse private nell'ammodernamento del Paese per il conseguimento degli obiettivi dell'Agenda Digitale, pur adeguando puntualmente la propria offerta alle prescrizioni regolamentari. Purtroppo, gli unici danneggiati in questa vicenda sono gli abitanti delle Aree Bianche che ancora non sono collegati alla rete in fibra".

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Foto: 123rf.com
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