Le rimostranze contro l'ipotesi che la commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario possa servirsi di collaboratori esterni "a titolo gratuito", col solo rimborso spese
bilancia sul tavolo simbolo di giustizia

di Gabriella Lax - Che succede se a non rispettare le norme relative all'equo compenso è il Parlamento? A fare discutere è infatti l'ipotesi che la commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario possa servirsi di collaboratori esterni "a titolo gratuito", col solo rimborso spese.

Equo compenso, la denuncia di De Bertoldi: «Scelta incomprensibile»

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A denunciare la situazione e a chiedere un rinvio dell'approvazione del regolamento che lo prevede è stato il senatore di Fratelli d'Italia, Andrea de Bertoldi, capogruppo di FdI.

Lo stesso nel corso della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario aveva scritto: «Alla luce dell'attuale normativa sull'equo compenso e del regolamento della Commissione della scorsa legislatura sarebbe incomprensibile che la Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario non prevedesse forme di compenso a quei professionisti iscritti a un Ordine professionale che fossero chiamati a collaborare».

Secondo il senatore, si è trattato di «Una scelta incomprensibile, sia perchè nella Commissione d'inchiesta della scorsa legislatura era stato stabilito un compenso per i collaboratori esterni e sia perchè stabilirne la gratuità violerebbe l'attuale normativa sull'equo compenso».

Cndcec e violazione equo compenso: «La politica non è chiara»

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Sulla vicenda si registra l'intervento, in una nota, del Cndcec (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili), secondo il quale in tema di equo compenso, «l'ipotesi che i collaboratori esterni della Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta sul sistema bancario possano rendere le loro prestazioni a titolo gratuito è molto grave, perché sintomatica di un atteggiamento della politica ancora non chiaro sul tema dell'equo compenso».

Secondo il Cndcec «sarebbe paradossale che fosse lo stesso legislatore ad ignorare le norme sull'equo compenso da lui stesso introdotte».

Sul tema, in particolare il vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Giorgio Luchetta, ha sottolineato come chi persegue queste ipotesi sembra dimenticare platealmente le norme sull'equo compenso e sulla giusta retribuzione dei professionisti.

Aiga e violazione equo compenso: «Regolamento dia dignità a professionisti»

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E sul caso anche l'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) esprime «disappunto in ordine alla possibile adozione da parte della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario di un nuovo regolamento che - in contrasto con quello in precedenza adottato preveda la possibilità di avvalersi della collaborazione gratuita di professionisti esterni».

Secondo il presidente nazionale Antonio De Angelis, si tratta di una previsione «in palese contrasto con le norme in materia di equo compenso per i professionisti che il parlamento ha approvato due anni fa e che tutti i parlamentari affermano di voler salvaguardare. Ringrazio il Senatore Andrea De Bertoldi (FDI) per aver preteso ed ottenuto un rinvio della votazione, evitando al Parlamento una figuraccia».

Infine, l'Aiga si aspetta la Commissione d'inchiesta sia pronta a mutare il regolamento in senso conforme alla vigente legge sull'Equo Compenso «nell'interesse della dignità e del decoro di tutti i professionisti».

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Foto: 123rf.com
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