Sarà possibile grazie ad un emendamento al decreto Milleproroghe la proroga dell'istanza per ottenere gli incentivi per i negozi sfitti. Ecco come si presenta la domanda
uomo chiude negozio per crisi

di Gabriella Lax - Per i negozi sfitti ci sarà tempo fino al 30 settembre per presentare la domanda d'incentivi per riaprirli. Un'ulteriore aiuto per favorire lo sviluppo dei negozi in senso fisico, troppo spesso surclassato dall'avanzare dell'e-commerce.

Negozi sfitti, per la domanda c'è l'emendamento al Milleproroghe

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L'agevolazione è una misura contenuta nel Decreto Crescita per dare una nuova spinta all'economia e per valorizzare le attività commerciali che, a causa della crisi, sono state costrette a chiudere.

La possibilità di presentare la domanda per gli incentivi relativi ai negozi sfitti arriva da un emendamento al decreto Milleproroghe. Una modifica fortemente voluta dal vicepresidente della commissione Finanze, Alberto Gusmeroli, commercialista e deputato della Lega. Gusmeroli ha promosso la norma entrata in vigore il 1° gennaio 2020, nel decreto crescita, sull'onda di una iniziativa varata nel 2014 nel comune di Arona, di cui è sindaco dal 2010. Sei anni fa, nel regolamento comunale, l'amministrazione aveva introdotto la norma con la quale è prevista l'esenzione dalle tasse comunali per un periodo di quattro anni per la riapertura dei negozi chiusi da tempo.

La forma di contributo

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Si tratta di un contributo per quattro anni, in base alla somma dei tributi comunali pagati dall'esercente nell'anno precedente. Viene corrisposta per l'anno nel quale avviene l'apertura o l'ampliamento dell'esercizio commerciale nel corso dell'anno e per i tre anni successivi (in tutto 4 dunque). Toccherà in caso di riapertura di un negozio sfitto da almeno sei mesi, in un comune con meno di 20mila abitanti. Il contributo viene erogato in relazione alla somma dei tributi comunali dovuti dall'esercente e regolarmente pagati nell'anno precedente la richiesta di concessione, fino al 100% dell'importo.

Beneficiari ed esclusi

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Le agevolazioni spettano agli esercenti in possesso delle abilitazioni e delle autorizzazioni previste dalla legge per lo svolgimento delle attività, che procedono all'ampliamento di esercizi già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi. In caso di ampliamento il contributo spetta solo per la parte ampliata. In questo caso, il riferimento è alla riapertura di ingressi o di vetrine su strada pubblica chiusi da almeno sei mesi nell'anno in cui si chiede l'agevolazione.

L'agevolazione riguarda solo gli esercizi di vicinato e le medie strutture di vendita. Sono escluse le sale scommesse o quelle che hanno slot machine o videolottery e le attività di compro oro. Sono esclusi anche i subentri e le aperture e riaperture di attività esercitate in precedenza.

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Foto: 123rf.com
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