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Autovelox: non utilizzabili i risultati delle apparecchiature solo approvate

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Per il Giudice di Pace di Milano le apparecchiature di rilevazione elettronica della velocità devono essere debitamente omologate, non è sufficiente l'approvazione ministeriale
un autovelox su strada
di Lucia Izzo - Non possono essere utilizzati ai fini della contestazione delle violazioni di cui all'art. 142 del Codice della Strada i risultati delle apparecchiature di rilevazione elettronica della velocità non debitamente omologate, ma solo approvate.

Lo ha chiarito il Giudice di Pace di Milano in una sentenza depositata lo scorso 13 novembre (sotto allegata) accogliendo il ricorso di un conducente, rappresentato dall'Associazione Consumatori "Alessandria Globoconsumatori Onlus".
  1. Il caso
  2. Omologazione e approvazione
  3. Inutilizzabili i risultati degli autovelox non omologati

Il caso

La vicenda ha ad oggetto un'opposizione a verbali con cui era stata accertata, mediante dispositivo elettronico, una violazione dei limiti di velocità stabiliti dall'art. 142, comma 8, del Codice della Strada. La violazione non era stata immediatamente contestata e, secondo il ricorrente, le sanzioni devono essere annullate.

In particolare, viene eccepita la mancata omologazione da parte del MISE dell'apparecchiatura elettronica utilizzata per effettuare l'accertamento, che invece risultava aver ottenuto solo l'approvazione da parte del MIT mediante determine dirigenziali. Secondo il Comune di Milano, invece, i due termini "omologazione" e "approvazione" sono utilizzati dal legislatore quali sinonimi.

Omologazione e approvazione

Il giudice onorario rammenta come sia l'art. 142, comma 6, del Codice della Strada a parlare di "apparecchiature debitamente omologate", mentre quella di cui è causa (T-Exspeed V. 2.0) risulta, come da documentazione depositata dal Comune di Milano, mai stata omologata, bensì "approvata" con due determine dirigenziali del MIT.

Il legislatore, spiega il giudice, pur prevedendo le due diverse ipotesi (omologazione e approvazione), a volte sembra, ma solo apparentemente, usarle in modo promiscuo, ingenerando con ciò una certa confusione.

Invece, come ben declina l'art. 192 del Regolamento C.d.S., si tratta di due procedure completamente diverse e che giungono a differenti provvedimenti conclusivi.

Le "apparecchiature debitamente omologate" di cui all'art. 142, comma 6, del C.d.S., invece, sono quelle apparecchiature che devono presentare, per poter essere legittimamente utilizzate, caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni di cui al Regolamento al Codice della Strada.

Inutilizzabili i risultati degli autovelox non omologati

In caso di mancanza di tali caratteristiche, tali apparecchi potrebbero solo essere approvati, ma non potrebbero essere utilizzati per la misurazione della velocità ai sensi dell'art. 142 del Codice.

In conclusione, il magistrato onorario conferma l'esistenza di "una chiara distinzione tra l'omologazione e l'approvazione dei dispositivi elettronici, non tanto sulla procedura quanto sulla finalità perseguita". Il legislatore, infatti, per i casi in cui è prevista l'omologazione, ha individuato vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni.

Nel caso di specie, non essendo stata l'apparecchiatura utilizzata debitamente omologata, ma solo approvata, i suoi risultati non possono essere utilizzati ai fini della contestazione delle violazioni di cui all'art. 142 del Codice della Strada.

Si ringrazia la Globoconsumatori Onlus per la cortese segnalazione
Scarica pdf Giudice di Pace Milano, sent. 13/11/2019
(19/11/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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