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Scuola, intesa per il decreto precari di cattedra

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C'è l'accordo con le organizzazioni sindacali della scuola: saranno 50mila i docenti fissi in più. Secondo l'Anief però «Non si risolve così il problema della "supplentite"»
alunni scuola

di Gabriella Lax - Buone notizie per i precari della scuola. Va in porto l'accordo tra il Miur e le segreterie di settore di Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda. Il ministro Lorenzo Fioramonti ha siglato, lo scorso primo ottobre, un'intesa che prevede un decreto legge per un concorso ordinario e uno straordinario finalizzati all'assunzione di almeno 24mila precari da almeno 36 mesi (per un totale di 70 mila) e un disegno di legge che riguarderà le abilitazioni e il reclutamento.

  1. Fioramonti: «50mila nuove assunzioni tra i docenti»
  2. Le novità del decreto del Miur
  3. Anief: «Il problema della supplentite resta»

Fioramonti: «50mila nuove assunzioni tra i docenti»

«A partire dal primo settembre assumeremo circa 50.000 docenti di cui almeno 24.000 precari con oltre 3 annualità di servizio». Lo scrive il titolare del Miur su Facebook e aggiunge «L'accordo dà un duro colpo al precariato, aiuta la scuola mettendo in cattedra i nuovi assunti dall'inizio dell'anno scolastico e riattiva i concorsi ordinari per tutti - in chiusura Fieramonti specifica che si tratta di -un'opportunità di formazione e abilitazione per gli idonei del concorso straordinario che i nostri figli troveranno il prossimo anno in classe e che potranno così migliorare la qualità del loro insegnamento».

Le novità del decreto del Miur

In particolare, è previsto un concorso straordinario abilitante (entro l'autunno) per le medie superiori riservato a chi ha 3 anni di servizio (su otto) nella scuola statale, con prova test a risposta chiusa finale da cui verranno assunti i primi 24 mila che raggiungeranno i 7/10. Come chiarisce il sito del Miur, supereranno il concorso gli aspiranti che ottengano una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer-based. I vincitori saranno immessi in ruolo a partire già da settembre 2020. Gli idonei non vincitori del concorso che abbiano un contratto di docenza in essere almeno sino al 30 giugno, potranno comunque abilitarsi all'insegnamento a seguito di un periodo di formazione universitaria e purché superino una ulteriore prova orale. Nel corso del periodo di prova i vincitori, se non ne sono in possesso, dovranno acquisire i 24 crediti formativi universitari con oneri a carico dello Stato, relativi alle materie d'insegnamento (discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche) ed essere confermati: l'ultima prova sarà la simulazione di una lezione valutata da un comitato della scuola (formato da dirigente, colleghi e tutor) affiancati a più una figura esterna (che prima non era prevista). Nuova possibilità non prevista in precedenza è quella che da' una mano ai precari ingolfati in una graduatoria, soprattutto al Sud, e, in special modo, nelle discipline umanistiche. Sarà possibile scegliere volontariamente il luogo del loro posto di lavoro: grazie al "Salvaprecari bis" vincitori e idonei dei concorsi 2016 e 2018 potranno decidere di spostarsi in un'altra provincia. L'accordo prevede anche un concorso per DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi), riservato agli assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto le funzioni superiori per almeno 3 anni negli ultimi 8, anche in deroga al requisito della laurea specifica richiesta per l'accesso dall'esterno. L'intesa stabilisce anche dei tavoli tecnici congiunti con le Organizzazioni Sindacali per la semplificazione amministrativa e per affrontare in generale le tematiche riguardanti il personale docente e ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo), i docenti diplomati magistrali e il rinnovo contrattuale.

Anief: «Il problema della supplentite resta»

Quella che dal Miur è stata presentata come una grande novità salvaprecari, secondo altri si risolve in un buco nell'acqua. Per l'Anief: il problema della supplentite nella scuola italiana resta e, inoltre, non vengono fornite buone risposte alla procedura d'infrazione in corso attivata presso la Commissione europea. Mette in guardia il mondo della scuola Marcello Pacifico, presidente Anief: «Se nei tavoli tecnici relativi alle misure da inserire nel disegno di legge di stabilità non saranno presenti alcune delle soluzioni proposte dall'Anief al ministro Fioramonti siamo pronti ad avviare lo stato di agitazione per la proclamazione di uno sciopero generale e di una manifestazione nazionale durante il dibattito parlamentare». I cinque punti proposti dall'accordo tra Miur e sindacati non solo non sono risolutivi ma «fanno acqua da tutte le parti». Precisa ancora il presidente Anief che «il concorso ordinario per la scuola secondaria e uno nuovo straordinario, con l'esclusione del personale della scuola dell'infanzia e della primaria dove rimane pendente il problema del licenziamento delle maestre con diploma magistrale e l'esclusione dal reclutamento del personale abilitato nei corsi di scienze della formazione primaria».

(04/10/2019 - Gabriella Lax)
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