Sei in: Home » Articoli

Indennità di accompagnamento: che succede se la domanda è sbagliata?

Condividi
Seguici

In tema di prestazioni previdenziali e assistenziali non è richiesto l'utilizzo di formule sacramentali ma basta che la prestazione sia individuata
uomo assiste invalido sulla sedia a rotelle

di Valeria Zeppilli - La domanda di indennità di accompagnamento, così come quelle aventi a oggetto altre prestazioni previdenziali e assistenziali erogate dall'Inps, non deve essere necessariamente presentata compilando formalmente i moduli predisposti dall'Istituto.

  1. Libertà delle forme
  2. La giurisprudenza
  3. Divieto di nuove cause di improcedibilità o improponibilità

Libertà delle forme

In tema di prestazioni previdenziali e assistenziali, infatti, vige il principio di libertà delle forme e non è richiesto, pertanto, l'utilizzo di formule sacramentali.

Ciò che conta, per ottenere i benefici messi a disposizione dal nostro ordinamento, è quindi esclusivamente che la prestazione richiesta sia correttamente individuata.

Solo questo è il presupposto affinché la procedura amministrativa di richiesta del beneficio possa dirsi svolta regolarmente.

La giurisprudenza

Tale interpretazione ha trovato avallo di recente in due sentenze della Corte di cassazione: la numero 14412/2019 e la successiva 19724/2019, che si rifà espressamente alla prima e che può essere scaricata in calce.

Per i giudici di legittimità, in particolare, il requisito della previa presentazione della domanda è integrato anche se non sono stati compilati in maniera precisa i moduli predisposti dall'Inps o se non sono state usate formule sacramentali, "essendo sufficiente che la domanda consenta di individuare la prestazione richiesta affinché la procedura anche amministrativa si svolga regolarmente".

Divieto di nuove cause di improcedibilità o improponibilità

Del resto, trattandosi di una materia coperta da riserva di legge assoluta ai sensi dell'articolo 111 della Costituzione, l'Inps non può introdurre nuove cause di improcedibilità o di improponibilità.

Di conseguenza, per fare un esempio tratto dalla giurisprudenza sopra citata, barrare la casella del modulo di richiesta di indennità di accompagnamento che individua le condizioni sanitarie necessarie per il riconoscimento del beneficio non costituisce un requisito imprescindibile della domanda amministrativa.

Vai alla guida Indennità di accompagnamento

Scarica pdf sentenza Cassazione numero 19724/2019
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(27/07/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Danno biologico: via libera alle nuove tabelle, indennizzi aumentati del 40%
» Addio raccomandate, arriva la cartella digitale

Newsletter f t in Rss