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Responsabilità medica: l'omesso consenso informato è un danno autonomo

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Esso pertanto, per la Corte di cassazione, va risarcito in maniera ulteriore e autonoma rispetto al danno da errato trattamento medico
Bilancia e martello

di Valeria Zeppilli - Nei giudizi di responsabilità medica, occorre considerare sempre che la mancata acquisizione del consenso e l'errore nell'intervento medico costituiscono due prestazioni ben distinte, che non possono essere considerate complessivamente.

  1. Due risarcimenti
  2. Diversità dei diritti
  3. La vicenda

Due risarcimenti

Tale distinzione, in termini pratici, comporta che il risarcimento spettante al paziente che non abbia rilasciato il proprio consenso a un intervento che, poi, non sia neanche stato eseguito correttamente è doppio: uno per l'errata esecuzione della prestazione del sanitario e un altro, ulteriore e autonomo, per l'omesso consenso informato.

Diversità dei diritti

Sul punto si è soffermata di recente la Corte di cassazione, con l'ordinanza numero 16892/2019 qui sotto allegata, che, facendo leva sulla distinzione, la ha giustificata in ragione della diversità dei diritti che sono pregiudicati nelle due differenti ipotesi.

Più precisamente, per i giudici, "il consenso informato attiene al diritto fondamentale della persona all'espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico … e, quindi alla libera e consapevole autodeterminazione del paziente".

Per quanto riguarda invece il trattamento medico terapeutico, esso "ha viceversa riguardo alla tutela del (diverso) diritto fondamentale alla salute".

Se doppia è la lesione, quindi, anche il risarcimento è doppio.

La vicenda

Nel caso di specie, i ricorrenti lamentavano che il giudice del merito, a fronte delle loro molteplici richieste risarcitorie, avesse trattato solo ed esclusivamente il danno da nascita indesiderata di loro figlio, e non gli ulteriori danni da invalidità temporanea totale e parziale e da invalidità permanente, nel loro aspetto biologico, patrimoniale ed extrapatrimoniale, quale conseguenza dell'omessa diagnosi in utero della malformazione del feto. I due avevano chiesto anche i danni psichico e da diminuita vita di relazione.

Per la Corte, la sentenza va quindi cassata per una nuova valutazione del risarcimento spettante ai ricorrenti.

Scarica pdf ordinanza Cassazione numero 16892/2019
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(30/06/2019 - Valeria Zeppilli)
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