Il salario minimo è il livello minimo di retribuzione, oraria, giornaliera o mensile, che i datori di lavoro devono corrispondere ai propri dipendenti
uomo triste con bollette in mano e salario magro

Salario minimo in Italia

[Torna su]

L'introduzione del salario minimo in Italia è oggetto da anni di un acceso dibattito, che ha portato alla presentazione di diversi disegni di legge, nessuno dei quali è tuttavia giunto a conclusione dell'iter parlamentare.

Di conseguenza, oggi la retribuzione trova la sua fonte di disciplina in due sole norme: l'art. 36 della Costituzione italiana e l'art. 2099 c.c..

Articolo 36 Costituzione italiana

L'articolo 36 della Costituzione, nel dettaglio, stabilisce che "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".

Articolo 2099 del codice civile

L'articolo 2099 c.c., invece, sancisce che "La retribuzione del prestatore di lavoro può essere stabilita a tempo o a cottimo e deve essere corrisposta con le modalità e nei termini in uso nel luogo in cui il lavoro viene eseguito. In mancanza di accordo tra le parti, la retribuzione è determinata dal giudice. Il prestatore di lavoro può anche essere retribuito in tutto o in parte con partecipazione agli utili o ai prodotti, con provvigione o con prestazioni in natura".

Quanto è la paga minima oraria?

In assenza di un salario minimo legale, in Italia tali due norme sono state attuate utilizzando come parametro di riferimento per stabilire la retribuzione minima alla quale i lavoratori hanno diritto i contratti collettivi nazionali di lavoro.

Di conseguenza, attualmente nel nostro paese la paga minima oraria è quella stabilita per ciascun livello di inquadramento dal CCNL applicabile in azienda.

Salario minimo 2020

In ogni caso, anche nel 2020 in Italia si è tornato a parlare con insistenza dell'introduzione di un salario minimo, che è divenuto l'oggetto anche del piano di rilancio previsto nel Piano Nazionale di Riforma da finanziare con il Recovery Fund.

L'idea è quella di valorizzare la contrattazione collettiva nazionale fissando una soglia minima di retribuzione oraria inderogabile che dovrebbe coincidere con 9 euro lordi.

Ma 9 euro lordi, quanto sono netti? La somma ammonta a 7,30 euro e, quindi, dovrebbero essere interessati dal salario minimo tutti coloro che percepiscono una paga oraria di importo inferiore.

Come funziona il salario minimo?

Il salario minimo funziona definendo in maniera certa, uguale per tutti i rapporti di lavoro subordinato e cogente il trattamento economico che integra la previsione costituzionale della retribuzione proporzionata e sufficiente: per ogni ora lavorata non può essere corrisposta al lavoratore una cifra inferiore a quella minima stabilita dalla legge.

In tal modo si argina il rischio che si verifichino delle imponenti riduzioni salariali conseguenti all'insufficienza della domanda di lavoro e si contrasta il dumping salariale, migliorando anche la qualità del lavoro e contrastando il fenomeno dei cc.dd. working poors, ovvero quei lavoratori il cui reddito è inferiore alla soglia di povertà.

Chi decide gli stipendi?

Tenendo conto della paga minima oraria, sarebbe poi il datore di lavoro a decidere gli stipendi, che non potrebbero scendere al di sotto di quella soglia, ma potrebbero superarla anche di molto.

La decisione, come avviene anche ora, potrebbe comunque essere l'esito di una trattativa con il dipendente, specie laddove questo abbia una rilevante "forza contrattuale" in ragione della sua esperienza, della sua formazione, dell'incarico da ricoprire.

Quanto costerebbe alle imprese il salario minimo

[Torna su]

Si è detto che negli ultimi anni vi è stata più di una proposta di legge sul salario minimo, come, ad esempio, quella presentata dalla senatrice del movimento 5 stelle Nunzia Catalfo, che pure ipotizzava l'importo dello stipendio minimo in Italia in 9 euro lordi.

Tale disegno di legge merita di essere ricordato in questa sede perché è stato oggetto di un'elaborazione fatta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, per la quale l'introduzione di un salario minimo orario di 9 euro lordi per tutti i lavoratori comporterebbe un aumento medio del costo del lavoro non inferiore al 20%.

Su di esso si è pronunciato anche il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, che ha evidenziato che i lavoratori ai quali adeguare la retribuzione sarebbero 4 milioni e che ciò comporterebbe un aumento diretto del costo del lavoro per le imprese di oltre 5,5 miliardi di euro.

Aumento costo del lavoro: le possibili criticità

I consulenti del lavoro hanno inoltre rilevato che un costo del lavoro particolarmente elevato potrebbe creare anche un aumento del prezzo di beni e servizi, vanificando quindi i benefici sul potere d'acquisto che la norma sul salario minimo mira a generare. Andrebbe, inoltre, considerato l'impatto sulle relazioni sindacali nelle richieste di aggiornamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

L'aumento generalizzato della retribuzione comporterebbe una minore disponibilità di risorse da destinare a trattamenti retributivi aggiuntivi, premi di produzione, retribuzione incentivante e trattamenti di welfare aziendale, a discapito della produttività, del benessere organizzativo e della meritocrazia.

Questa situazione comporterebbe anche un incremento dei fenomeni di dumping sociale nei confronti dei lavoratori stranieri, con il rischio di una nuova ondata di delocalizzazioni e di una diminuzione degli investimenti esteri nelle attività produttive italiane.

Le stime INAPP

Il disegno di legge Catalfo ha stimolato anche un'indagine da parte dell'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP), per il quale i lavoratori beneficiari dell'introduzione di un salario minimo legale a 9 euro orari sarebbero circa 2,6 milioni. Di questi, circa 1,9 milioni di lavoratori a tempo pieno per un costo di 5,2 miliardi e circa 680.000 lavoratori a tempo parziale per un costo di 1,5 miliardi. Il costo totale per le imprese sarebbe di 6,7 miliardi di euro.

Tra i vari fattori che incidono in misura rilevante sull'eterogeneità dell'impatto atteso, ne vengono evidenziati due: la dimensione d'impresa e la ripartizione geografica di lavoro. Queste identificano gran parte della variabilità delle caratteristiche del tessuto produttivo italiano e anche la spesa necessaria all'adeguamento a un salario minimo ne risulterebbe condizionata in misura considerevole.

Per l'INAPP, alla stima della spesa complessiva che l'introduzione di un salario minimo legale comporterebbe è cruciale la previsione della distribuzione della spesa secondo il profilo delle imprese coinvolte; la diversa sostenibilità del salario minimo legale, in termini di salario aggiuntivo, e le conseguenti differenti reazioni della domanda di lavoro sono infatti determinanti al fine di valutare i possibili esiti della misura.

Salario minimo, a chi spetta

Secondo l'ISTAT, in Italia il 21% (quasi tre milioni - 2.940.762) dei lavoratori del settore privato percepiscono una paga oraria lorda inferiore a 9 euro. Di questi circa 1 milione (32,6%) sono giovani sotto i 29 anni.

Tuttavia, le stime dell'ISTAT non tengono conto del settore agricolo (350 mila) né di quello di supporto ai lavori domestici (864 mila), di cui gran parte degli addetti percepisce un salario orario inferiore a 9 euro (dati INPS affermano che la totalità dei lavoratori domestici percepisce un salario inferiore a 9 euro). Le stime non tengono conto, inoltre, del comparto del pubblico impiego (in totale 3.243.000 lavoratori occupati).

Salario minimo in Europa

In Europa, diversi Stati hanno già adottato una retribuzione minima legale, con importi variabili.

Considerando i dati Eurofond per il 2019, i 9 euro lordi proposti in Italia collocherebbero il nostro paese al settimo posto.

In testa c'è il Lussemburgo, dove il salario minimo ammonta a 11,97 euro.

Il salario minimo in Francia è pari a 10,03 euro, di poco superiore a quello Irlandese (9,80 euro) e del Regno Unito (9,54 euro). In Belgio si assesta sui 9,41 euro, nel Paesi Bassi sui 9,33 euro mentre il salario minimo in Germania ammonta a 9,19 euro.

Condividi
Feedback

Foto: 123rf.com
In evidenza oggi: