Sei in: Home » Articoli

Salario minimo: cos'è e come funzionerebbe

Condividi
Seguici

Il M5S punta all'introduzione di un salario minimo fissato in 9 euro lordi all'ora. Critiche le imprese e i sindacati: costi del lavoro troppo alti. Vediamo cos'è e come funzionerebbe il salario minimo
uomo triste con bollette in mano e salario magro
di Lucia Izzo - L'introduzione di un salario minimo in Italia è attualmente al centro di un fervente dibattito. Il concetto di salario minimo identifica la più bassa retribuzione o paga oraria, giornaliera o mensile, che un datore di lavoro deve corrispondere ai propri dipendenti (Leggi Arriva il salario minimo di 9 euro l'ora).

Di salario minimo orario si occupa un disegno di legge attualmente all'esame della Commissione Lavoro al Senato, di cui è prima firmataria la senatrice M5S Nunzia Catalfo. Nel dettaglio, il testo prevede di fissare il salario minimo in Italia a 9 euro lordi l'ora.

Il provvedimento, in attuazione dell'art. 36 della Costituzione (fermo restando quanto previsto dalla L. n. 300/1970), punta a contrastare il fenomeno dei c.d. working poors, ovvero quei lavoratori il cui reddito è inferiore alla soglia di povertà.

  1. Cos'è il salario minimo e a chi spetterebbe
  2. Quanto costerebbe alle imprese il salario minimo
  3. Aumento costo del lavoro: le possibili criticità
  4. Le critiche di OCSE e Confindustria
  5. Le stime INAPP

Cos'è il salario minimo e a chi spetterebbe

Il testo prevede una definizione certa, uguale per tutti i rapporti di lavoro subordinato, e cogente del trattamento economico che integra la previsione costituzionale della retribuzione proporzionata e sufficiente, attraverso l'obbligo che non sia inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative.

Nel dettaglio, la disposizione si rivolge si datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori e spinge all'adozione di una retribuzione complessiva proporzionata e sufficiente alla quantità e qualità del lavoro prestato.

Il disegno di legge considera tale il trattamento economico, non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro, e comunque non inferiore a 9 euro all'ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali.

Il salario minimo verrebbe applicato a tutti i contratti di lavoro subordinato e para subordinato, comprese le collaborazioni coordinate e continuative etero-organizzate. Come dichiarato dalla senatrice pentastellata Catalfo, il provvedimento mira a colmare un gap: "L'Italia - ha dichiarato la senatrice - è uno dei pochi paesi europei dove non c'è un salario minimo orario, perciò la sua introduzione è necessaria e non più rinviabile".

Quanto costerebbe alle imprese il salario minimo

Secondo un'elaborazione fatta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, l'introduzione di un salario minimo orario di 9 euro lordi per tutti i lavoratori comporterebbe un aumento medio del costo del lavoro non inferiore al 20%.

Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha, non solo, stimato le criticità della proposta di legge, ma anche evidenziato i costi diretti e indiretti per le aziende, posto che i lavoratori ai quali adeguare la retribuzione sarebbero 4 milioni. Ciò comporterebbe un aumento diretto del costo del lavoro per le imprese di oltre 5,5 miliardi di euro.

Secondo l'ISTAT, in Italia il 21% (quasi tre milioni - 2.940.762) dei lavoratori del settore privato percepiscono una paga oraria lorda inferiore a 9 euro. Di questi circa 1 milione (32,6%) sono giovani sotto i 29 anni.

Tuttavia, le stime dell'ISTAT non tengono conto del settore agricolo (350 mila) e quello di supporto ai lavori domestici (864 mila), di cui gran parte degli addetti percepisce un salario orario inferiore a 9 euro (dati INPS affermano che la totalità dei lavoratori domestici percepisce un salario inferiore a 9 euro). Le stime non tengono conto, inoltre, del comparto del pubblico impiego (in totale 3.243.000 lavoratori occupati).

Aumento costo del lavoro: le possibili criticità

I Consulenti del lavoro avvertono che un costo del lavoro particolarmente elevato potrebbe, di conseguenza, creare anche un aumento del prezzo di beni e servizi, vanificando quindi i benefici sul potere d'acquisto che la norma sul salario minimo mira a generare. Andrebbe, inoltre, considerato l'impatto sulle relazioni sindacali nelle richieste di aggiornamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

L'aumento generalizzato della retribuzione comporterebbe, spiega il Comunicato Stampa, una minore disponibilità di risorse da destinare a trattamenti retributivi aggiuntivi, premi di produzione, retribuzione incentivante e trattamenti di welfare aziendale, a discapito della produttività, del benessere organizzativo e della meritocrazia.

Questa situazione comporterebbe anche un incremento dei fenomeni di dumping sociale nei confronti dei
lavoratori stranieri, con il rischio di una nuova ondata di delocalizzazioni e di una diminuzione degli investimenti esteri nelle attività produttive italiane

Le critiche di OCSE e Confindustria

Bisogna anche sottolineare che la fissazione di un salario minimo a un valore pari a 9 euro collocherebbe l'Italia al quinto posto nell'ambito dei Paesi nei quali esiste una retribuzione oraria minima per legge. Inoltre, secondo quanto emerge dai dati OCSE, considerando il rapporto tra salario minimo e salario mediano, l'importo di 9 euro lordi all'ora, sarebbe il più elevato tra i Paesi OCSE.

Proprio secondo Andrea Garnero, economista presso il dipartimento lavoro e affari sociali dell'Ocse, la misura "non è la soluzione al mercato del lavoro italiano ed è solo mediamente efficace contro la povertà e la povertà lavorativa", ma sono in molti a nutrire dubbi.

Critiche anche da parte dei sindacati, che rischiano di veder limitato il potere di contrattazione, nonché da parte del vice presidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, il quale sostiene che "il rischio è smontare il sistema dei contratti nazionali, che non regolano solo il salario ma anche tanti altri temi rilevanti, come ferie, malattia, straordinari". E in tal modo, si "finisce per togliere diritti e tutele ai lavoratori".

Le stime INAPP

Anche l'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) ha pubblicato sul proprio sito internet una stima dei costi e dei beneficiari del salario minimo. I lavoratori beneficiari dell'introduzione di un salario minimo legale a 9 euro orari, secondo INAPP, sarebbero circa 2,6 milioni. Di questi, circa 1,9 milioni di lavoratori a tempo pieno per un costo di 5,2 miliardi, e circa 680.000 lavoratori a tempo parziale per un costo di 1,5 miliardi. Il costo totale per le imprese sarebbe di 6,7 miliardi di euro.

Tra i vari fattori che incidono in misura rilevante sull'eterogeneità dell'impatto atteso, ne vengono evidenziati due: la dimensione d'impresa e la ripartizione geografica di lavoro. Queste identificano gran parte della variabilità delle caratteristiche del tessuto produttivo italiano e anche la spesa necessaria all'adeguamento a un salario minimo ne risulterebbe condizionata in misura considerevole.

Per l'INAPP, alla stima della spesa complessiva che l'introduzione di un salario minimo legale comporterebbe è cruciale la previsione della distribuzione della spesa secondo il profilo delle imprese coinvolte; la diversa sostenibilità del salario minimo legale, in termini di salario aggiuntivo, e le conseguenti differenti reazioni della domanda di lavoro sono infatti determinanti al fine di valutare i possibili esiti della misura.

(23/06/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Ricorso in Cassazione inammissibile se non è diviso in paragrafi
» Norma seggiolini salva bimbi auto: operativa nei prossimi giorni

Newsletter f t in Rss