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Avvocati: il legittimo impedimento

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Le principali ipotesi in cui l'avvocato può chiedere il rinvio dell'udienza per legittimo impedimento, ovverosia per impossibilità a presenziarvi
avvocato carico di lavoro

di Valeria Zeppilli - Il legittimo impedimento dell'avvocato è l'impossibilità del legale di presenziare a un'udienza per caso fortuito o forza maggiore o altra ragione che implica un'impossibilità assoluta a comparire.

A prevederlo e disciplinarlo è l'articolo 420-ter del codice di procedura penale.

  1. La legittimità dell'impedimento
  2. Legittimo impedimento per motivi di salute
  3. Legittimo impedimento per gravidanza
  4. Legittimo impedimento per concomitante impegno professionale
  5. Come comunicare il legittimo impedimento

La legittimità dell'impedimento

La legittimità dell'impedimento non è predefinita dalla legge, ma è valutata discrezionalmente dal giudice che, secondo il proprio libero convincimento, può decidere se accordare o meno il rinvio.

Resta fermo il fatto che l'impossibilità a comparire dell'avvocato, per giustificare il rinvio dell'udienza, deve essere assoluta.

Legittimo impedimento per motivi di salute

La principale e più diffusa ipotesi di legittimo impedimento è quella connessa a motivi di salute dell'avvocato, che, come sancito dalla Corte di cassazione nella sentenza numero 9025/2018, devono essere adeguatamente dimostrati attraverso un certificato medico dettagliato.

In caso di sindrome influenzale, ad esempio, per avvalersi del legittimo impedimento è indispensabile che nel certificato medico sia riportato il grado della temperatura corporea (leggi: "Avvocati: addio legittimo impedimento se nel certificato manca la "febbre"").

Legittimo impedimento per gravidanza

Per l'avvocato in gravidanza il legittimo impedimento è oggi previsto esplicitamente dal nuovo comma 5-bis dell'articolo 420-ter c.p.p., che prevede che il difensore che ha prontamente comunicato il proprio stato di gravidanza è "legittimamente impedito a comparire nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi ad esso".

In ogni caso, resta fermo il fatto che, come sancito dalla Corte di cassazione con la sentenza numero 26614/2018, il legittimo impedimento prima dell'ottavo mese di gestazione va valutato tenendo conto dello stato effettivo di salute, posto che il solo stato di gravidanza avanzato non costituisce di per sé una ragione di assoluta impossibilità a comparire, se mancano specifiche attestazioni del medico che indichino patologie, complicazioni o minacce di parto prematuro.

Legittimo impedimento per concomitante impegno professionale

In alcuni casi, anche il concomitante impegno professionale può rappresentare un legittimo impedimento.

Come chiarito dalla Corte di cassazione con la sentenza numero 4909/2015, a tal fine è tuttavia indispensabile che il difensore si attivi per rilevare l'impedimento non appena venga a conoscenza della concomitanza tra due impegni e indichi in maniera specifica le ragioni per le quali sia essenziale che espleti la sua funzione nell'altro processo. Deve inoltre evidenziare che nell'altro procedimento non vi è un codifensore e che non possa avvalersi di un sostituto in nessuno dei due processi.

Come comunicare il legittimo impedimento

Nelle ipotesi appena viste e in tutte le altre in cui si intenda far valere il legittimo impedimento, il difensore deve depositare la relativa documentazione in cancelleria o inviarla via fax accertandosi, però, della sua regolare ricezione e dell'inoltro tempestivo al giudice procedente.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(15/05/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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